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“Il mediano di Mauthausen”, prima opera letteraria di Francesco Veltri

Vittorio Staccione lascia il calcio a soli 31 anni. Prima le vittorie col Torino, poi lo shock per la perdita della moglie e infine lo sterminio di Mauthausen. Francesco Veltri racconta l'ex mediano del Torino.

Questa è la storia di un calciatore. Ma non un calciatore qualunque. Si chiama Vittorio Staccione e la sua vita cambia radicalmente in un freddo pomeriggio d’inverno del 1915. Ha appena 11 anni e sta giocando a pallone insieme ai suoi amici in un campo dissestato del quartiere operaio di Madonna di Campagna, a pochi passi da casa sua, quando viene notato da Enrico Bachmann, il mitico capitano del Torino. «Ti andrebbe di allenarti con i ragazzi del settore giovanile?». Vittorio non riesce a crederci, è solo un bambino. Risponde di sì, una svolta per sempre. In pochi anni, quell’umile ometto tutto corsa e sacrificio che di ruolo fa il mediano, diventerà un elemento importante della compagine della sua città, fino alla conquista dello scudetto insieme a campioni assoluti come Libonatti, Baloncieri e Rossetti. Ma alla passione per il calcio, Vittorio, spinto da suo fratello Francesco, alterna quella per la politica.

La foto della squadra del Torino campione d'Italia nella stagione 1926-1927. Staccione è il terzo da destra
La foto della squadra del Torino campione d’Italia nella stagione 1926-1927. Staccione è il terzo da destra

Dalle lotte sociali alla Fiorentina…

Le lotte sociali all’interno delle fabbriche e la povertà dilagante portano il giovane e puro calciatore torinese a non chinare il capo di fronte a ogni genere di sopruso. Una scelta che, in un periodo in cui la prepotenza del regime fascista inizia a limitare i movimenti di chi non si allinea alle regole di Benito Mussolini, pagherà molto cara. Nel 1927 è ingaggiato dall’ambiziosa Fiorentina del marchese Luigi Ridolfi, amico intimo del Duce, e qui, pur essendo considerato dai tifosi il calciatore più rappresentativo della squadra viola, viene costantemente intimidito e perseguitato dalle camicie nere per le sue frequentazioni antifasciste. In Toscana si innamora perdutamente di Giulia Vannetti che, diventata sua moglie, in breve tempo gli procurerà una felicità immensa e un dolore devastante. La ragazza rimane incinta e, pochi giorni dopo il parto, muore insieme alla bambina che portava in grembo, lasciando suo marito nello sconforto più totale. Uno shock che, unito all’attivismo politico, condizionerà il percorso professionale di Vittorio, costretto a finire, all’apice della sua carriera, a giocare in serie C.

Vittorio Staccione con la maglia del Cosenza: è il sesto da sinistra
Vittorio Staccione con la maglia del Cosenza: è il sesto da sinistra

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Dall’addio al calcio ai campi di sterminio

Lasciato il calcio ad appena 31 anni, l’ultimo atto della sua esistenza si consuma in una Torino assediata dai tedeschi e ridotta a pezzi da una guerra assurda e soffocante. Lavora come operaio e a seguito degli scioperi nelle fabbriche del marzo del 1944, viene arrestato su delazione e consegnato al Comando Germanico. Sul treno che lo porterà nel terribile campo di sterminio di Mauthausen, l’ex mediano granata lascerà tutto se stesso: i successi sportivi, la gloria personale e il ricordo di un amore spezzato brutalmente da un destino ingiusto e balordo. Ingiusto e balordo come quei giorni di bombe, di miseria e di morte.

La copertina del libro di Francesco Veltri dal titolo "Il Mediano di Mauthausen", opera letteraria che ripercorre la vita di Vittorio Staccione.

Chi è Francesco Veltri

L’autore del libro “Il Mediano di Mauthausen” è Francesco Veltri, nato a Cosenza nel 1979. Giornalista professionista con la passione per lo sport, la politica e il sociale. Ha lavorato nelle redazioni di diverse testate tra cui La Provincia cosentina, il Domani, Calabria Ora, L’Ora della Calabria e Cronache delle Calabrie. Con esperienze nel mondo radiofonico (10 anni a RLB), ha ricoperto anche il ruolo di addetto stampa del Cosenza Calcio durante il periodo di gestione di Massimiliano Mirabelli. Attualmente collabora con Mmasciata.it. In passato ha seguito anche il Rende, collaborando per un anno con Tuttosport. Ora la sua prima opera letteraria, edita da Diarkos.

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Redazione Cosenza Channel

Cosenza Channel è una testata giornalista nata nel 2008 con l’idea di occuparsi principalmente delle notizie sul Cosenza Calcio. Il successo conseguito sin dai primi anni ha permesso alla testata di avviare una collaborazione televisiva per mandare in onda un format che parlasse di calcio, in particolare dei Lupi e poi delle altre squadre calabresi. La svolta arriva nel 2016, quando la redazione amplia i contenuti del portale d’informazione, pubblicando notizie di attualità. Il 5 settembre 2019 Cosenza Channel si trasforma completamente. Nuova grafica, contenuti esclusivi, con l’obiettivo di crescere e rendere un servizio informativo sempre più attendibile e di qualità.

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