mercoledì,Giugno 29 2022

Sequestrato depuratore comunale di Bisignano: ecco le accuse

I militari del Comando Provinciale di Cosenza e del Gruppo Carabinieri Forestale di Cosenza hanno eseguito questa mattina un’ordinanza dispositiva di misure cautelari reali e personali per il reato di inquinamento ambientale, emessa dal GIP presso il Tribunale di Cosenza, Piero Santese, su richiesta del sostituto procuratore titolare dell’indagine, Giuseppe Francesco Cozzolino, e del procuratore

Sequestrato depuratore comunale di Bisignano: ecco le accuse

I militari del Comando Provinciale di Cosenza e del Gruppo Carabinieri Forestale di Cosenza hanno eseguito questa mattina un’ordinanza dispositiva di misure cautelari reali e personali per il reato di inquinamento ambientale, emessa dal GIP presso il Tribunale di Cosenza, Piero Santese, su richiesta del sostituto procuratore titolare dell’indagine, Giuseppe Francesco Cozzolino, e del procuratore della Repubblica, Mario Spagnuolo, procedendo al sequestro preventivo dell’impianto di trattamento rifiuti liquidi speciali di proprietà della Consuleco srl e del depuratore comunale, entrambi situati in località Mucone del Comune di Bisignano e gestiti dalla medesima società.

Operazione “Arsenico”, le indagini svolte dalla procura di Cosenza su Bisignano

Le indagini svolte congiuntamente dal NIPAAF Carabinieri Forestale di Cosenza e dalla Compagnia dei Carabinieri di Rende, mediante attività tecniche di intercettazioni e attività investigativa classica, hanno consentito di accertare che i due responsabili della Consuleco, Amministratore e Direttore Generale, rispettivamente Vincenzo e Nicodemo Morise – odierni destinatari della misura cautelare dell’obbligo di dimora nel Comune di residenza.

I Morise avrebbero fornito illecite direttive a 12 dipendenti della stessa ditta, anch’essi indagati, si sono resi responsabili del reiterato sversamento nel fiume Mucone di ingenti quantitativi di rifiuti speciali pericolosi – provenienti da numerosi siti industriali ubicati in Campania, Basilicata, Puglia, Sicilia e Calabria – e reflui fognari non correttamente trattati e depurati, cagionando la compromissione ed il deterioramento delle acque e del relativo ecosistema, con alterazione della composizione chimica, fisica e batteriologica, nonché dell’aspetto esteriore, del colore e dell’odore.

Nella foto, magistrati e forze dell'ordine hanno illustrato i contenuti dell'operazione "Arsenico".
La conferenza stampa dell’operazione “Arsenico”

Operazione “Arsenico”, la conferenza stampa

I dettagli dell’operazione sono stati illustrati in una conferenza stampa tenutasi presso il Comando Provinciale dei Carabinieri di Cosenza, a cui ha partecipato il Procuratore della Repubblica di Cosenza, Mario Spagnuolo, il sostituto procuratore, Giuseppe Francesco Cozzolino, il Comandante Provinciale dei Carabinieri, colonnello Piero Sutera, il Comandante del Gruppo Carabinieri Forestale di Cosenza, tenente colonnello Vincenzo Perrone, il Comandante del NIPAAF, maggiore Adolfo Mirabelli, ed il Comandante della Compagnia di Rende, capitano Sebastiano Maieli.

Depuratore di Bisignano, le condotte degli indagati

Secondo la procura di Cosenza, i rifiuti speciali sarebbero stati conferiti presso l’impianto di trattamento della Consuleco che avrebbe dovuto trattarli per ridurre il livello di elementi inquinanti entro i limiti previsti per poi conferirli in testa all’impianto di depurazione comunale di Bisignano dove avrebbero dovuto proseguire il trattamento previsto. Tale processo invece non avveniva in quanto gli approfondimenti investigativi, corroborati da 102 prelievi effettuati sul fiume Mucone, in prossimità dello scarico ed a diverse altezze della condotte fognarie e dell’impianto di trattamento rifiuti liquidi, hanno comprovato che gli indagati, tramite una condotta di bypass, utilizzata esclusivamente nelle ore notturne, avrebbero scaricato ingenti quantitativi di rifiuti liquidi, senza sottoporli a trattamento, direttamente nella condotta fognaria di scarico.

L’Arpacal infatti, nelle acque del fiume Mucone, aveva rilevato livelli altissimi di elementi inquinanti, con concentrazioni anche superiori di 40.000 volte rispetto al limite di legge. Anche le ispezioni condotte dai carabinieri sulle sponde del fiume hanno consentito di evidenziare una coltre di schiuma torbida e scura che si estendeva sino a valle, nonché odori nauseabondi ed irritanti

Questa mattina, i militari dell’Arma hanno inoltre eseguito perquisizioni e sequestri di materiale probatorio, emessi dall’autorità giudiziaria delegante, presso siti industriali ubicati nei comuni di Taranto, Brindisi, Viggiano (PZ), Motta S. Anastasia (CT), Gela (CL), Crotone (KR), Lamezia Terme (CZ), CoriglianoRossano (CS) e Celico (CS). Siti che, sulla base di regolari contratti, hanno conferito i rifiuti presso la Consuleco di Bisignano. A conclusione delle operazioni, come disposto dal GIP, un custode giudiziario assicurerà la continuità del processo depurativo del solo impianto comunale.

Depuratore di Bisignano, chi sono gli altri indagati

Il gip del tribunale di Cosenza, Piero Santese ha rigettato la richiesta di misura cautelare, avanzata per le posizioni di Vincenzo Cappello, Pasquale Cardillo, Natale Fabbricatore, Mario Guarnieri, Francesco Iaquinta, Sabato Molino, Italo Prezioso, Annunziatino Sportaro, Mario Straface, Angelo Zicaro, Mario Fabbricatore e Sergio Maiuri. Per loro la procura della Repubblica di Cosenza aveva chiesto la misura cautelare del divieto di dimora nel comune di Bisignano.

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