Dalla Calabria

Caso Lupacchini, il legale: «Il Csm manca di rispetto al procuratore»

L'avvocato Ivano Iai, difensore di Otello Lupacchini, critica duramente il Consiglio Superiore Magistratura: ecco per quale motivo.

Nell’interesse del Dott. Otello Lupacchini, si comunica quanto segue in relazione alla notizia, apparsa su alcuni siti onlinein data 13 febbraio 2020, relativa a una “nota” del Consiglio Superiore della Magistratura in base alla quale alcuni componenti della Prima Commissione – il presidente Sebastiano Ardita insieme ad Antonio D’Amato, Giovanni Zaccaro e Filippo Donati – si recheranno, il 17 e il 18 febbraio prossimi, presso gli Uffici Giudiziari del Distretto di Catanzaro per l’audizione dei magistrati che vi operano e per compiere una verifica delle condizioni ambientali.

La notizia divulgata sui media riporta, infatti, il seguente passaggio: «“I magistrati di Catanzaro – sottolinea una nota del Csm – sono impegnati in rilevanti indagini e processi nei confronti della criminalità organizzata e nei mesi scorsi la prima commissione aveva aperto una procedura per incompatibilità nei confronti del procuratore generale di Catanzaro Otello Lupacchini, che intanto è stato trasferito d’ufficio per decisione della Sezione disciplinare”».

Lo scrivente ha compiuto una ricerca della “nota” citata dai mediasul sito ufficiale del Consiglio Superiore della Magistratura e ha potuto appurare che alcun documento dal contenuto sopra riportato risulta oggetto di pubblicazione ufficiale. La notizia rappresenta che la Prima Commissione si recherà a Catanzaro in relazione alla vicenda dell’intervista televisiva rilasciata dal Dott. Lupacchini e in ragione della quale il magistrato, attuale Procuratore Generale di Catanzaro, è stato trasferito, ma solo provvisoriamente, alla Procura Generale di Torino.

Si ritiene, nondimeno, grave che una notizia afferente ad attività riservata – qual è quella che sarà compiuta dalla Prima Commissione – abbia avuto pubblicità e divulgazione e contenga riferimenti dettagliati allo svolgimento delle specifiche indagini, peraltro ancora da compiersi, consistenti “nell’audizione dei capi degli uffici giudiziari e dei magistrati del Distretto”.

Fatto egualmente grave è che la stessa notizia non risulti direttamente da un documento o comunicato ufficiale del Consiglio Superiore della Magistratura, ma provenga dalla citazione giornalistica di una “nota” di cui non vi è alcuna traccia. Il riferimento nella nota al Dott. Lupacchini appare, pertanto, indebito e lesivo dei diritti e dell’immagine del magistrato per diverse ragioni: 

  1. vige il segreto sugli atti e sulla procedura, avendo la Prima Commissione negato la pubblicità della vicenda di specie, richiesta dalla difesa per evitare strumentalizzazioni;
  2. la Prima Commissione aveva e ha l’obbligo di sospendere la procedura in pendenza del procedimento disciplinare, agli atti del quale è peraltro confluito il verbale della seduta in cui è stato sentito il magistrato;
  3. le audizioni di cui si tratta nella nota saranno svolte comunque in tempo successivo al provvisorio trasferimento del Dott. Lupacchini, che non potrà quindi giovarsene a fini difensivi;
  4. un componente della Prima Commissione, a quanto si legge, si recherà, insieme agli altri, nel Distretto di Catanzaro, per svolgere le audizioni e l’indagine ambientale, pur trovandosi in una condizione di incompatibilità per aver già espresso un giudizio gravemente negativo sulla condotta del Dott. Lupacchini in sede di deliberazione dell’ordinanza cautelare di trasferimento del magistrato
  5. in generale, occorrerebbe maggiore rispetto, a partire dalla fonte della notizia, nei riguardi del magistrato Lupacchini, inopinatamente citato nella nota di cui danno conto i media: si tratta, infatti, di una vicenda coperta da segreto per espressa deliberazione assunta dall’Organo di autogoverno e sia la procedura in Prima Commissione, sia quella disciplinare, sia quella cautelare sono secretate e tuttora pendenti, quest’ultima davanti alle Sezioni Unite civili della Corte di cassazione, a seguito di ricorso depositato in data 11 febbraio 2020 avverso l’ordinanza cautelare del CSM.
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Antonio Alizzi

Giornalista professionista dal 13 giugno del 2012. Dal 2002 al 2006 ho lavorato con "La Provincia Cosentina", curando le pagine del calcio dilettantistico. Nel 2006 passo al quotidiano regionale "Calabria Ora", successivamente "L'Ora della Calabria", in servizio presso la redazione sportiva. Mi sono occupato del Cosenza calcio e delle notizie di calciomercato. Nel 2014, inizio l'avventura professionale con il quotidiano nazionale "Cronache del Garantista", scrivendo per la cronaca giudiziaria nel Distretto di Catanzaro. Ora collaboro con Cosenza Channel e due riviste nazionali.

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