domenica,Maggio 29 2022

Dai vescovi italiani critiche al nuovo DPCM di Conte: «Violata la libertà di culto»

Vescovi italiani contrari sulla mancata possibilità di celebrare tutte le funzioni religiose. E’ quanto emerge in un comunicato della CEI, pubblicato ieri sera dopo l’annuncio del nuovo DPCM varato dal premier Giuseppe Conte. Nel testo si fa riferimento, innanzitutto, al fatto che «”sono allo studio del Governo nuove misure per consentire il più ampio esercizio

Dai vescovi italiani critiche al nuovo DPCM di Conte: «Violata la libertà di culto»

Vescovi italiani contrari sulla mancata possibilità di celebrare tutte le funzioni religiose. E’ quanto emerge in un comunicato della CEI, pubblicato ieri sera dopo l’annuncio del nuovo DPCM varato dal premier Giuseppe Conte. Nel testo si fa riferimento, innanzitutto, al fatto che «”sono allo studio del Governo nuove misure per consentire il più ampio esercizio della libertà di culto”. Le parole del ministro dell’Interno, Luciana Lamorgese, nell’intervista rilasciata lo scorso giovedì 23 aprile ad Avvenire arrivavano dopo un’interlocuzione continua e disponibile tra la Segreteria Generale della CEI, il Ministero e la stessa Presidenza del Consiglio» si legge nella nota.

«Un’interlocuzione nella quale la Chiesa ha accettato, con sofferenza e senso di responsabilità, le limitazioni governative assunte per far fronte all’emergenza sanitaria. Un’interlocuzione nel corso della quale più volte si è sottolineato in maniera esplicita che – nel momento in cui vengano ridotte le limitazioni assunte per far fronte alla pandemia – la Chiesa esige di poter riprendere la sua azione pastorale» prosegue la CEI italiana.

«Ora, dopo queste settimane di negoziato che hanno visto la CEI presentare Orientamenti e Protocolli con cui affrontare una fase transitoria nel pieno rispetto di tutte le norme sanitarie, il Decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri varato ieri sera esclude arbitrariamente la possibilità di celebrare la Messa con il popolo. Alla Presidenza del Consiglio e al Comitato tecnico-scientifico si richiama il dovere di distinguere tra la loro responsabilità – dare indicazioni precise di carattere sanitario – e quella della Chiesa, chiamata a organizzare la vita della comunità cristiana, nel rispetto delle misure disposte, ma nella pienezza della propria autonomia» affermano i vescovi italiani.

«I Vescovi italiani non possono accettare di vedere compromesso l’esercizio della libertà di culto. Dovrebbe essere chiaro a tutti che l’impegno al servizio verso i poveri, così significativo in questa emergenza, nasce da una fede che deve potersi nutrire alle sue sorgenti, in particolare la vita sacramentale» in riferimento all’ultimo DPCM.

Articoli correlati