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Cosenza, maxi sequestro di beni all’imprenditore Domenico Barile

Il tribunale delle Misure di Prevenzione di Catanzaro sequestra oltre 5milioni di euro riconducibili all'imprenditore Domenico Mimmo Barile.

La giustizia presenta il conto all’imprenditore Domenico “Mimmo” Barile. L’ex politico di centrodestra, già condannato per svariati reati, subisce anche un maxi sequestro di beni, come richiesto e ottenuto dalla procura di Cosenza, coordinata dal procuratore capo Mario Spagnuolo. Il provvedimento è stato emesso lo scorso 28 maggio dal tribunale delle Misure di Prevenzione di Catanzaro, seconda sezione penale (presidente Giuseppe Valea, giudice relatore Valeria Isabella Valenzi e giudice Giuseppe De Salvatore).

Il decreto di sequestro si riferisce ai beni immobili e alle quote societarie riconducibili all’imprenditore Mimmo Barile, oggi privato di oltre 5 milioni di euro. Il tribunale di Catanzaro, tuttavia, non si è ancora espresso su un’altra richiesta avanzata dalla procura di Cosenza e relativa all’applicazione della sorveglianza speciale di pubblica sicurezza con obbligo di soggiorno

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Il tribunale di Catanzaro

Gli elementi presentati dalla procura di Cosenza

«Tra gli elementi posti a fondamento della proposta avanzata dalla procura di Cosenza» scrive il collegio giudicante «vi sono altresì le vicende che hanno interessato il fallimento della Nord Hotel Srl, società che, già prima dell’anno 2000, aveva un’esposizione debitoria di diversi milioni di euro e che ciò nonostante è stata “svuotata” del patrimonio attraverso sistematici atti di distrazione (quasi quotidiani) in favore dei soci e di società riconducibili gli stessi soci della Nord Hotel (somme che ammontano complessivamente a oltre 4 milioni di euro)».

L’attività di Barile, secondo il tribunale delle misure di prevenzione, è «connotata dalla commissione abituale di delitti economico idonei ad assicurargli uno stabile risparmio di spesa da cui è scaturita, quindi, un’effettiva derivazione di profitti illeciti». Azione delittuose iniziate «a far data dal 2005 (stando alle segnalazioni SDI, carichi pendenti e precedenti giudiziari)». Il periodo preso in considerazione dal tribunale parte dal 2007 e finisce al 2014 «anno in cui si registrano le ultime manifestazioni di attività delittuose».

Ecco perché arriva il maxi sequestro

Sulla scorta degli elementi proposti dalla procura di Cosenza al fine di ottenere un provvedimento favorevole, ci sono tutti gli intrecci societari con terzi intestatari che confermano «una evidente sproporzione tra le disponibili e i redditi denunciati dal nucleo familiare» di Barile «rispetto ai beni acquistati dal 2007 in avanti, idonei a lasciar desumere in modo fondato che alcuni dei beni dei quali si chiede la confisca costituiscano il reimpiego dei proventi di attività illecite, non ravvisandosi allo stato degli atti elementi idonei a dimostrare una eventuale provenienza del denaro utilizzato per l’acquisto di tali beni».

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Il procuratore capo di Cosenza, Mario Spagnuolo

I beni e le quote societarie sottoposte a sequestro 

Secondo il tribunale di Catanzaro, che ha emesso il decreto di sequestro, Mimmo Barile è intestatario o, comunque, ha nella sua disponibilità diretta o indiretta i beni di seguito elencati:

  • un’auto acquistata nel 2008 per il valore dichiarato in atti di 1.100 euro;
  • quota di 48.731 euro, pari al 49% del capitale sociale, della società “Ebi srl”.
  • quota rappresentativa del 53% del capitale sociale, della società “TINCSON 98 srl”;
  • quota di 20mila euro, pari al 50% del capitale sociale, della società “Commerciale Bruzia srl”;
  • quota di 330.496 euro, pari al 50% del capitale sociale, di titolarità di Domenico Barile, della società “Nord Hotel Srl”;
  • quota di 750mila euro, pari al 50% del capitale sociale, di titolarità di Domenico Barile, della società “Hotel Centrale srl”;
  • il 50% delle quote societarie della società “I Preziosi di Pret- A’ Porter srl”, con sede a Cosenza;
  • il 50% delle quote societarie della società “I Gioielli del Sud srl”, con sede a Cosenza;
  • il 100% delle quote societarie della società “CASABI Srls”, con sede a Garbagnate Milanese (Milano);
  • il 100% delle quote societarie della società “EDAC COSENZA SRL”, con sede a Cosenza;
  • i rapporti bancari riconducibili a tutte le società sequestrate (NORD HOTEL, HOTEL CENTRALE, I PREZIOSI DI PRET-A’ PORTER, I GIOIELLI DEL SUD, CASABI SRLS, EDAC COSENZA SRL), con saldo attivo superiore a 500 euro.

Infine, il tribunale di Catanzaro ha individuato l’amministratore giudiziario di tutti i beni nella persona della dottoressa Antonella Straface. Ad eseguire il decreto di sequestro è stata la Guardia di Finanza di Cosenza. Domenico “Mimmo” Barile è difeso dall’avvocato Roberto Le Pera.

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Antonio Alizzi

Giornalista professionista dal 13 giugno del 2012. Dal 2002 al 2006 ho lavorato con "La Provincia Cosentina", curando le pagine del calcio dilettantistico. Nel 2006 passo al quotidiano regionale "Calabria Ora", successivamente "L'Ora della Calabria", in servizio presso la redazione sportiva. Mi sono occupato del Cosenza calcio e delle notizie di calciomercato. Nel 2014, inizio l'avventura professionale con il quotidiano nazionale "Cronache del Garantista", scrivendo di cronaca giudiziaria. Ora collaboro con Cosenza Channel e due riviste nazionali.

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