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Gratteri: «Altri giudici scarcerano? La storia chiarirà anche questo»

Il Corriere della Sera intervista Gratteri, al quale viene fatto notare che non ci sono dialoghi di Cesa e che il Riesame di Catanzaro ridimensiona sempre le sue inchieste. Ecco come risponde il procuratore capo.

In una lunga intervista al Corriere della Sera, firmata dal cronista Giovanni Bianconi, il procuratore capo di Catanzaro, Nicola Gratteri spiega che gli arresti di ieri, relativi all’inchiesta “Basso profilo”, non potevano essere rinviati. Il riferimento è all’Udc che stava dialogando con la maggioranza di Governo per entrare nell’esecutivo Conte. «Le giuro che i tempi della politica non c’entrano. Noi abbiamo saputo che dovevano arrestare l’assessore Talarico, insieme agli altri, quando è arrivata l’ordinanza del gip, all’inizio di gennaio, a un anno di distanza dalla nostra richiesta e a sei mesi dall’ultima integrazione. Le elezioni in Calabria erano fissate per il 14 febbraio, avremmo aspettato il 15 per non interferire sulla campagna elettorale, ma poi sono state rinviate ad aprile: non potevo lasciare arresti in sospeso per decine di persone altri tre mesi» afferma Gratteri al CorSera.

Il quotidiano di Via Solferino, però, ribadisce che l’Udc era tra i cosiddetti “responsabili” e Gratteri replica così: «Io fino all’altra sera gli ho sentito dire in tv che lui e l’Udc non sarebbero entrati nella maggioranza, quindi questo problema non si è posto. Se ora qualcuno vuole sostenere il contrario lo faccia, ma io l’ho sentito con le me orecchie». 

Gratteri poi illustra i contenuti dell’indagine, in particolare i rapporti tra Gallo, Talarico e Cesa. Si parla di un pranzo romano, ma cosa si siano detti in questa circostanza non è dato saperlo. Il procuratore di Catanzaro chiarisce che «Cesa non poteva essere intercettato in quanto eurodeputato. erò sappiamo da altre conversazioni che in quell’occasione hanno discusso di appalti con Anas, Enel e altri enti statali per far lavorare Gallo. C’è un’intercettazione in cui Talarico parla di Cesa, delle fornire di Gallo e del 5 per cento… In altre Gallo dice chiaramente che c’è un accordo, e che è salito a Roma appositamente per incontrare Cesa».

Bianconi, che di ordinanze ne avrà lette migliaia, annota un passaggio già rilevato da Cosenza Channel in un servizio di ieri (LEGGI QUI). E domanda la magistrato. «Ma restano sempre dialoghi tra terze persone che parlano di lui. La sua voce non c’è mai». Così Gratteri respinge al mittente le “accuse”: «E allora che facciamo, stiamo fermi e non chiediamo niente a nessuno? Non si tratta di amici al bar che parlano di calcio, bensì di imprenditori legati alle cosche che parlano di politica e rapporti con i politici. L’incontro con Cesa c’è stato, come posso non chiederne conto?». 

Nell’intervista, poi, entra anche Pierferdinando Casini. Bianconi chiede ancora: «Gli atti avete messo pure l’intercettazione di un arrestato che dice di aver incontrato il senatore Pierferdinando Casini, il quale gli avrebbe detto “qualunque cosa avete bisogno in Albania…». E Gratteri dice: «Su quello però non c’è alcun riscontro, sono parole che non sappiamo se corrispondono alla realtà e che da sole non significano niente, tant’è che il senatore Casini non è nemmeno indagato. Noi ci basiamo sui fatti riscontrati e dobbiamo procedere con le verifiche, perché quest’inchiesta rappresenta un ulteriore passo avanti nell’evoluzione della ‘ndrangheta nelle sue relazioni con il potere».

Infine, la parte più “bollente”, dove il giornalista del Corriere della Sera fa notare a Gratteri che le ordinanze del gip non vengono poi confermate dal Riesame di Catanzaro. «Ma perché le indagini della sua Procura con decine o centinaia di arresti, vengono spesso ridimensionate dal tribunale del riesame o nei diversi gradi di giudizio?» chiede Bianconi. E Gratteri risponde così: «Noi facciamo richieste, sono i giudici delle indagini preliminari, sempre diversi, che ordinano gli arresti. Così è avvenuto anche in questo caso. Poi se altri giudici scarcerano nelle fasi successive non ci posso fare niente, ma credo che la storia spiegherà anche queste situazioni».

Il cronista di giudiziaria di Via Solferino coglie al volo l’assist e domanda: «Che significa? Ci sono indagini in corso? Pentiti di ‘ndranghetisti che parlano anche di giudici?». E il magistrato di Gerace chiude l’argomento, affermando che «su questo ovviamente non posso rispondere». Tuttavia, il riferimento di Gratteri è probabilmente legato ad alcuni verbali resi da uno degli indagati di “Genesi”, l’inchiesta contro il giudice Marco Petrini, che ha parlato alla Dda di Salerno di alcuni giudici del Distretto giudiziario di Catanzaro che avrebbero preso accordi con diversi avvocati per scarcerare o assolvere soggetti legati al mondo della criminalità e dell’imprenditoria. Uno stralcio di questi interrogatori sono stati pubblicati dal quotidiano “Domani“.

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Antonio Alizzi

Giornalista professionista dal 13 giugno del 2012. Dal 2002 al 2006 ho lavorato con "La Provincia Cosentina", curando le pagine del calcio dilettantistico. Nel 2006 passo al quotidiano regionale "Calabria Ora", successivamente "L'Ora della Calabria", in servizio presso la redazione sportiva. Mi sono occupato del Cosenza calcio e delle notizie di calciomercato. Nel 2014, inizio l'avventura professionale con il quotidiano nazionale "Cronache del Garantista", scrivendo di cronaca giudiziaria. Ora collaboro con Cosenza Channel e due riviste nazionali.

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