venerdì,Aprile 12 2024

Omicidio Carmine Pezzulli, in Appello assolto Domenico Cicero

La nuova sezione della Corte d'Assise d'Appello di Catanzaro ha assolto Domenico Cicero quale mandante dell'omicidio di Carmine Pezzulli.

Omicidio Carmine Pezzulli, in Appello assolto Domenico Cicero

La Corte d’Assise d’Appello di Catanzaro ha assolto Domenico Cicero dall’accusa di essere stato mandante dell’omicidio di Carmine Pezzulli avvenuto nel 2002.

Domenico Cicero, infatti, venne condannato in primo e secondo grado nel 2014 a 30 anni di reclusione, magli avvocati difensori, Francesco Chiaia e Alessandra La Valle ricorsero in Cassazione, ottenendo l’annullamento della condanna e il rinvio ad una nuova sezione penale della Corte d’Assise d’Appello di Catanzaro. Nel nuovo processo davanti, svoltosi nel 2016, la Corte d’Assise d’Appello di Catanzaro aveva assolto Domenico Cicero dalla grave imputazione, ma la procura generale di Catanzaro ricorse in Cassazione.

In questo caso, la quinta sezione penale della Corte di Cassazione aveva annullato l’assoluzione ritenendo necessario che la Corte d’Assise d’Appello di Catanzaro provvedesse ad un approfondimento probatorio. Quindi, nel 2019 si è aperto il nuovo processo in Corte d’Assise d’Appello, collegio presieduto dal presidente Gabriella Reillo (giudice a latere, Francesca Garofalo).

Nel corso delle rinnovata istruttoria dibattimentale, la Corte ha disposto le audizioni di due collaboratori di giustizia: Luigi Paternostro e Roberto Violetta Calabrese. Ieri dunque si è discusso il processo, nel corso del quale la procura generale di Catanzaro, nella persona del sostituto procuratore generale, Raffaella Sforza, ha chiesto, dopo una lunga requisitoria, la condanna a 30 anni di carcere per Domenico Cicero.

Poi è toccato alle difese. Il Prof. Avv. Francesco Chiaia e l’avvocato Alessandra La Valle hanno discusso in difesa di Domenico Cicero, depositando anche una memoria, dove si evidenziava l’estraneità di Domenico Cicero, quale mandante del delitto di mafia di Carmine Pezzulli. La Corte D’Assise d’Appello di Catanzaro, dopo essersi riservata in Camera di Consiglio, ha accolto in toto le richieste della difesa, assolvendo Domenico Cicero per non aver commesso il fatto.

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