sabato,Luglio 2 2022

Zitti e Mutti, se all’addio al celibato di un tifoso dei Lupi c’è anche Bortolo…

Forse forse Rino si sarebbe aspettato qualcosa di diverso e di più tradizionale. Qualcosa dove discoteca e divertimento gli avrebbero fatto compagnia insieme ai due/tre cocktail in più (si fa per dire!), utili a mitigare le temperature di stagione. Invece l’addio al celibato di un tifoso del Cosenza si è trasformato in un momento talmente

Zitti e Mutti, se all’addio al celibato di un tifoso dei Lupi c’è anche Bortolo…

Forse forse Rino si sarebbe aspettato qualcosa di diverso e di più tradizionale. Qualcosa dove discoteca e divertimento gli avrebbero fatto compagnia insieme ai due/tre cocktail in più (si fa per dire!), utili a mitigare le temperature di stagione. Invece l’addio al celibato di un tifoso del Cosenza si è trasformato in un momento talmente nostalgico che per ore non si è parlato d’altro che dei tempi che furono. Merito di un incontro, sulle spiaggie dorate del Salento, con Bortolo Mutti.

L’ex allenatore del Cosenza 1914 si è prestato volentieri alle domande dei cinque estemporanei estimatori, tutti ancora innamorati delle magiche stagioni che la sua squadra regalò al popolo dei Lupi. Gli aneddoti non hanno trovato soluzione di continuità neppure quando è arrivato il momento di calarsi in acqua e godersi il mare della Puglia.

I racconti del tecnico sono partiti davvero da lontano, dal 1995 più o meno. Vale a dire da quando al “Virginia hotel” di Casole Bruzio trovó Gianni Di Marzio ad attenderlo e dove conobbe Cristiano Lucarelli. Sulla carta era il giovane meno promettente dei due calciatori arrivati dal Perugia insieme ad un bel gruzzolo di milioni, all’epoca miliardi, pagati da Gaucci in cambio di Marco Negri.

Bortolo Mutti ha fatto davvero fatica a svincolarsi dalla marcatura stretta di Francesco, Gianmarco, Gennaro e Roberto che con Rino hanno egregiamente saputo evitare i suoi tentativi di dribbling.
L’allenatore è stato quindi costretto a svariare su tutto il fronte, svelando retroscena del suo rapporto con un Pippo Inzaghi ancora in tenera età ai tempi dell’Atalanta e toccando l’argomento caldo degli Europei ancora in corso, dove l’Italia ora inizia a cullare ambizioni di un certo tipo. In mezzo cenni tattici e divagazioni su Arturo Di Napoli che hanno richiesto un paio di birre supplementari a supporto.

E il legame con il Cosenza? Indissolubile, come la stima per la famiglia Pagliuso a cui è molto legato. Bortolo Mutti si sente ancora allenatore, sente di poter dire la sua in un calcio che lo ha messo da parte da qualche anno. Aspetta una chiamata, un progetto, convinto che quella corsa verso Riccardo Zampagna non sia solo una foto ingiallita da venti lunghi anni. Da qualche parte c’è ancora un’avventura da vivere, come quella che sull’altare aspetta Rino tra qualche giorno…