mercoledì,Maggio 25 2022

Processo Bergamini, l’ispettrice: «Isabella Internò disse che Denis voleva lasciare il calcio»

La deposizione fatta in aula oggi in Corte d’Assise di Cosenza dall’ispettrice capo di Polizia, Ornella Quintieri, che ha partecipato alla terza indagine sul decesso dell'ex centrocampista rossoblù

Processo Bergamini, l’ispettrice: «Isabella Internò disse che Denis voleva lasciare il calcio»

COSENZA – Prima di morire, Denis Bergamini disse ad Isabella Internò di voler lasciare l’Italia, perché stanco del mondo del calcio. È quanto emerge dalla deposizione fatta in aula oggi in Corte d’Assise di Cosenza dall’ispettrice capo di Polizia, Ornella Quintieri, che ha partecipato alla terza indagine sul decesso dell’ex calciatore del Cosenza calcio. Sotto processo per omicidio volontario c’è Isabella Internò, che il 19 novembre del 1989 era con lui nel tratto di strada della 106 Jonica, nei pressi di Roseto Capo Spulico, dove avvenne la tragedia. «Bergamini non aveva dietro il passaporto, in tasca c’erano pochi soldi e un assegno di 8 milioni di lire, corrispettivo dello stipendio mensile che gli dava la società del Cosenza calcio». Sul posto arrivarono una serie di persone, tra cui Bernardino Rinaldi, Mario Panunzio e Francesco Forte, che si rendono conto che sull’asfalto c’era il corpo di un giovane, poi identificato nel mediano originario della provincia di Ferrara.

Processo Bergamini, sì all’acquisizione della deposizione di Isabella Internò fatta nel 1989

La difesa di Isabella Internò, assistita dagli avvocati Angelo Pugliese e Rossana Cribari, durante l’udienza, aveva posto una questione circa la non utilizzabilità delle dichiarazioni rese all’epoca dall’ex fidanzata, che l’investigatrice Quintieri stava riportando. La Corte, terminata la Camera di Consiglio, ha rigettato la richiesta difensiva.

Nel prosieguo della seduta processuale, Ornella Quintieri ha riferito due circostanze. «I vestiti di Bergamini erano stati bruciati in un inceneritore e dall’ispezione cadaverica il medico dell’epoca spiegò che sul corpo di Bergamini si evidenziavano diversi traumi». Il pm Primicerio, andando avanti nell’esame, ha chiesto e ottenuto di proiettare un fermo immagine dove si vede Denis Bergamini senza vita sotto la ruota del camion di proprietà di Raffaele Pisano, residente a a Rosarno, all’epoca processato e assolto per il reato di omicidio colposo.

Processo Bergamini, la consulenza scientifica dei Ris di Messina

Un altro argomento trattato in udienza è quello della consulenza scientifica elaborata dai carabinieri del Ris di Messina. «Gli specialisti presero atto che il portafogli, l’orologio, la catenina e le scarpe erano in buone condizioni, queste ultime presentavano soltanto tracce di usura. Sui reperti dunque non c’era alcun segno di trascinamento». La Quintieri poi ha aggiunto: «Il Ris di Messina concluse che il corpo di Donato Bergamini era stato sormontato in posizione supina».

Caso Bergamini, le relazioni Bolino-Testi

Uno dei consulenti della seconda indagine, Giorgio Bolino, rilevò una sofferenza polmonare, ritenendo che Denis Bergamini al momento dell’impatto con il camion fosse già in fin di vita. «Fu sormontato parzialmente, provocando lesioni da schiacciamento e scoppio».

Un altro consulente, Roberto Testi, i cui atti erano stati raccolti dal 2011 in poi dalla procura di Castrovillari, concluse dicendo che «non c’era vitalità in Denis Bergamini quando fu preso dal mezzo pesante». In una successiva consulenza congiunta i due professori affermarono che il corpo era in posizione supina.

L’incidente probatorio dopo aver riesumato il corpo di Bergamini

Nel 2016 il gip di Castrovillari autorizzò la riesumazione del cadavere di Denis Bergamini. Nel 2017, durante l’Incidente probatorio 2017, «erano state rilevate lesioni sul lato sinistro del corpo del giocatore, ma nessuna da trascinamento né da urto. Il giocatore era disteso già sull asfalto, in posizione prona, in fin dì vita. La conclusione? I super periti dissero che Bergamini fu sormontato parzialmente. Infine, Denis fu soffocato con un sacchetto» ha dichiarato Ornella Quintieri. E ancora: «Su scarpe e orologio nessuna traccia ematica».

Processo Bergamini, capitolo intercettazioni

Per quanto riguarda le intercettazioni, Ornella Quintieri ha ricostruito una serie di intercettazioni tra Luciano Conte e la dottoressa Innamorato, sulle quali si era già espresso il gup di Castrovillari, Festa, il quale aveva ritenuto utilizzabili le telefonate in quando Conte all’epoca non era indagato.

«Luciano Conte minimizzò i risultati degli esami, la dottoressa invece disse che si sarebbe arrivato al dibattimento. In un’altra, invece, il marito dì Isabella Internò affermò che la versione della sua compagna era una verità conclamata». Poi il riferimento alla glicoforina: «La Innamorato aggiunse che i risultati erano destabilizzanti, ma Conte minimizzò di nuovo».

Processo Bergamini, da Francesco Forte a Mario Panunzio

L’udienza si conclude con i riferimenti a Francesco Forte, camionista di Cassano, che arrivò tra i primi sul luogo dell’incidente, Mario Panunzio, che accompagnò Isabella Internò al bar di Infantino, e infine su una intercettazione tra Luciano Conte e l’imputata, quando quest’ultima parlò che il suo ex fidanzato si era buttato sotto al camion.

Inoltre, si è fatto riferimento alle telefonate della Internò ai tesserati del Cosenza calcio, Francesco Marino, l’ex allenatore Gigi Simoni e l’ex ds Roberto Ranzani, gli ultimi due deceduti. L’imputata comunicò in questa fase cosa successe a Roseto Capo Spulico, ma inizialmente non fu creduta perché “tutti sapevano che lei e Denis si erano lasciati da tempo” ha evidenziato Ornella Quintieri.

Da segnalare che in una delle pause del processo si sono registrati vari momenti di tensione tra le difese e l’avvocato di parte civile. L’udienza è stata rinviata al prossimo 16 dicembre per l’inizio del controesame. Il collegio giudicante ha deciso di acquisire alcuni atti, tra cui una telefonata intercorsa tra Donata Bergamini e Francesco Forte, su cui sarà fatta una perizia, mentre altri documenti richiesti dalla difesa non faranno parte del processo.