lunedì,Febbraio 6 2023

Ospedale di Cosenza: per i neonati prematuri arriva Zaky, il guanto che simula l’abbraccio di mamma e papà

L'insolito "collaboratore" è stato donato alla Tin diretta da Gianfranco Scarpelli da un gruppo di cittadini

Ospedale di Cosenza: per i neonati prematuri arriva Zaky, il guanto che simula l’abbraccio di mamma e papà

Nella Terapia intensiva neonatale arriva Zaky: lo speciale guanto/marsupio grande e morbido, capace con la sua forma unica e caratteristica, di “simulare” l’abbraccio di mamma e papà anche quando non sono accanto al neonato.

L’insolito “collaboratore” è stato donato al reparto, diretto da Gianfranco Scarpelli, da un gruppo di cittadini, vicine alla Neonatologia dell’Annunziata, particolarmente sensibili, consapevoli del fatto che contatto e vicinanza sono elementi fondamentali nella cura dei neonati in Tin.

Il guanto “Zaky, morbido e in fibra sintetica ipoallergenica, una sorta di cuscino a forma di grande mano, ha il compito di far rilassare il neonato, dando sensazioni benefiche e piacevoli, riproducendo le carezze dei genitori. Il dispositivo aiuta la termoregolazione e riesce anche ad abbassarne il livello di stress, regolarizzando la temperatura del neonato, lo tranquillizza e riduce il livello di stress del prematuro.

Progettato da una mamma statunitense che ha vissuto in prima persona l’esperienza della terapia intensiva neonatale, il guanto/marsupio porta il nome del figlio Zachary.

La donazione è stata particolarmente apprezzata dal direttore dell’Uoc Neonatologia e Tin Gianfranco Scarpelli che ha ringraziato le donatrici e ha evidenziato «l’importante contributo che queste “mani” contribuiscono a dare ai processi di cura dei neonati prematuri, facilitando il lavoro di cura degli operatori sanitari».

Apprezzamenti per l’iniziativa e un sentito ringraziamento ai donatori è stato rivolto dal commissario straordinario, Gianfranco Filippelli che ha sottolineato «l’importanza della vicinanza dei cittadini all’ospedale della città. Gesti generosi come questo supportano gli operatori e contribuiscono in maniera determinante ad accorciare la distanza tra ospedale e cittadino. L’Annunziata di Cosenza è un bene comune che dobbiamo riscoprire in tutto il suo valore».