martedì,Marzo 5 2024

Cosenza Calcio, Luberto e Rende a Caruso: «Verifichi la possibilità di una cordata»

I due consiglieri comunali rompono il silenzio dopo l'ultimo posto in classifica e la frattura tifoseria-Guarascio: «Solleciti il presidente e capisca le sue intenzioni»

Cosenza Calcio, Luberto e Rende a Caruso: «Verifichi la possibilità di una cordata»

«L’ennesima sconfitta del Cosenza calcio, l’ultimo posto in classifica e la forte competitività di altre squadre meglio organizzate, con organici di categoria, inducono a pensare che la cadetteria sia a forte rischio e con essa il declino avvertito da tutti i ceti sociali di una città che sta a guardare e vive da anni una forte crisi di mancato coinvolgimento». I primi a prendere posizione in consiglio comunale sono Bianca Rende e Francesco Luberto che si rivolgono direttamente al primo cittadino. I due, in questo modo, investono ufficialmente l’amministrazione della preoccupazione della tifoseria e della città.

«Chiediamo al sindaco Franz Caruso se non ritenga utile incontrare sollecitamente il presidente Eugenio Guarascio per verificare le possibilità e le intenzioni della società circa i necessari (e forse tardivi) investimenti da realizzare per tentare di salvare la serie B – dicono – La perdita di questo popolare proscenio implicherebbe un’ulteriore indifferenza della città, anche in tema di attrattività competitiva verso la provincia, in un contesto regionale in cui altre realtà lottano ai vertici delle rispettive categorie».

La sconfitta di Cagliari che ha reso la formazione rossoblù fanalino di coda, ha acuito ancora di più l’indisposizione della quasi totalità della tifoseria nei confronti della proprietà. «Al sindaco Caruso chiediamo, come avvenuto in altri momenti storici e anche in altre città, di intervenire sulla profonda frattura creatasi tra la dirigenza e il pubblico, oggetto di messaggi tutt’altro che distensivi – aggiungono Bianca Rende e Francesco Luberto -. Pur riconoscendo e rispettando la natura privatistica della società Cosenza calcio, riteniamo che il patrimonio sportivo, in senso identitario, appartenga alla comunità cosentina, per la sua insostituibile popolarità orizzontale, che spera in un intervento tempestivo da parte del Comune, non esente dalla verifica delle possibilità di dare vita a una cordata imprenditoriale che possa restituire entusiasmo e speranza a una squadra che rappresenta una delle province più grandi d’Italia».

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