sabato,Marzo 2 2024

‘Ndrangheta a Cosenza, collaborano anche le vittime delle estorsioni

Nei nuovi atti d'indagine dell'ultima inchiesta antimafia, alle dichiarazioni dei pentiti si sono aggiunte quelle di alcuni commercianti e imprenditori

‘Ndrangheta a Cosenza, collaborano anche le vittime delle estorsioni

Non solo verbali di collaboratori di giustizia. Nei nuovi atti d’indagine dell’operazione “Sistema Cosenza” figurano anche le testimonianze di diverse vittime delle estorsioni messe a segno dai clan cittadini e dell’area urbana.  È questa la novità che arriva dopo la chiusura delle indagini preliminari notificata alcuni giorni fa a 245 persone.

Le investigazioni della Dda erano partite nel 2017 per culminare poi nei quasi duecento arresti eseguiti con li blitz del primo settembre 2022. A quel punto, una parte degli atti d’indagine è stata messa a disposizione degli indagati e dei loro difensori; di altri – in particolare intercettazioni – gli inquirenti hanno scelto di ritardare il deposito; alcune attività investigative, però, hanno preso forma dopo l’emissione delle misure cautelari.

È il caso dei verbali che riguardano i neopentiti Ivan Barone e Danilo Turboli e, come anticipato in precedenza, dei contributi offerti dalle vittime di estorsioni e usura. Si tratta in buona parte di commercianti e imprenditori che hanno trovato il coraggio di denunciare i racketeer, confermando così una tendenza positiva che si registra ormai da alcuni anni a questa parte.

Già nell’inchiesta “Nuova famiglia” del 2014 e poi in quella “Doomsday” dell’anno successivo, erano presenti diversi segnali incoraggianti in termini di reazione della società civile al terrore esercitato dai clan. Non a caso, a prenderne atto erano gli stessi criminali, come documentato da alcune intercettazioni in cui alcuni di loro consigliavano ai rispettivi sottoposti di non recarsi da determinati commercianti e imprenditori perché testuale: «Hanno la denuncia facile».