di Luca Latella

Il consiglio comunale di Corigliano Rossano ha approvato la delibera della “discordia”. All’ordine del giorno dell’assise, tra i cinque punti in discussione, vi era quello sulle proposte e iniziative a supporto dell’istituzione del presidio di giustizia con relativa determinazione.

Nelle scorse settimane era stata Fratelli d’Italia, poi appoggiata dalla classe forense, a perorare la necessità di una delibera consiliare che indicasse al Ministero della Giustizia una struttura dove allocare, senza alcun onere per lo Stato – conditio sine qua non – il tribunale di Corigliano Rossano, rientrato prepotentemente nell’agenda del Governo insieme ad altri presidi di giustizia ingiustamente soppressi nel 2012.

Ad alimentare le speranze, quella congiuntura storica propizia: il programma elettorale di Fdi che prevedeva la revisione della giustizia, la volontà del governo di ridisegnare la geografia giudiziaria deformata in tutto il Paese da un’operazione risparmio che ha ottenuto gli effetti contrari, allontanando il sistema giustizia dai cittadini di molti territori. Ed ancora le chiare tesi, sostenute in molte occasioni, del ministro della Giustizia Carlo Nordio, e – last but not least – la presenza non casuale del senatore Ernesto Rapani, che ha riaperto questa sentita “vertenza”, in Commissione Giustizia. Tutti segnali certamente positivi ma che, necessitavano di quell’atto formale – la delibera approvata ieri sera – con la quale il Consiglio comunale di Corigliano Rossano ha fornito al dicastero di via Arenula alcune indicazioni precise.

Di diverso avviso, in queste settimane, è sembrato invece il sindaco di Corigliano Rossano, Flavio Stasi, e la sua maggioranza, secondo cui la delibera «ha più un valore politico che formale». Punti di vista. Quel che appare certo è che comunque al Ministero della Giustizia – per proseguire l’iter che dovrebbe sfociare con una convenzione con l’ente proprietario dello stabile – serviva quell’atto formale. E così è stato con approvazione all’unanimità. 

Tribunale di Corigliano Rossano, le parole del sindaco Stasi

«Quello votato all’unanimità è un atto politico importante – ha dichiarato il sindaco Flavio Stasi nelle sue conclusioni – che conferma la totale disponibilità già formalizzata dall’Amministrazione comunale nelle settimane scorse, ma che soprattutto ribadisce come su questa battaglia non ci siano e non ci debbano essere divisioni di carattere politico. Ho apprezzato il lavoro di tutti i consiglieri che hanno collaborato nella elaborazione della delibera, che ritengo equilibrata e che offre anche la prospettiva, nell’ottica della revisione della futura geografia giudiziaria, della collocazione in un luogo baricentro e polivalente. Su questo tema l’Amministrazione continuerà a non rispondere a nessuna polemica ma si occuperà esclusivamente di lavorare per il raggiungimento dell’obiettivo: una posizione che oggi viene rafforzata dalla volontà unanime del Consiglio Comunale».

Cosa dice la delibera

Dopo tutta una serie di considerazioni introduttive con cui si ricorda la storia del tribunale di Rossano, già sede di Corte d’Assise, sancito con un Regio editto del 1862, il sostegno fornito dalla proposta di legge della Regione Calabria incardinata in Parlamento ad aprile scorso, tutta una serie di considerazioni di carattere demografico e territoriali, la solidità del sistema produttivo e gli effetti della fusione, i consiglieri comunali tutti hanno ratificato «di confermare e ribadire da parte del Comune di Corigliano Rossano, anche nell’eventualità prevista dall’ex art. 1 della proposta di legge (nuovo art. 8 bis D.Lgs. n. 155/2021) la disponibilità di uno o più immobili presso i quali poter collocare il Tribunale, sui quali dovrà essere successivamente attivata una apposita convenzione con la Regione Calabria finalizzata regolamentare le spese di manutenzione e gestione, tra i quali anche l’immobile di viale Santo Stefano, di proprietà dell’Ente, che precedentemente ospitava l’ex Tribunale di Rossano, in attesa di individuare una sede baricentrica presso la quale realizzare una Cittadella della Giustizia».

Inoltre, il provvedimento impegna, tra l’altro, le rappresentanze istituzionali del territorio «alla costruzione di un tavolo istituzionale congiunto finalizzato alla condivisione di azioni e strategie finalizzate al raggiungimento dell’obiettivo comune».