martedì,Marzo 5 2024

A Cosenza e provincia 29 Istituti a rischio chiusura per il dimensionamento scolastico

Secondo la Regione Calabria sono 79 le autonomie da sopprimere rapportate alla popolazione scolastica ed alla densità abitativa di ciascuna provincia. Orrico (M5S) denuncia la perdita di personale amministrativo e lo spopolamento delle aree lontane dai centri urbani

A Cosenza e provincia 29 Istituti a rischio chiusura per il dimensionamento scolastico

La prima campanella è pronta a suonare la settimana prossima. Il 14 settembre studenti di tutte le età prenderanno posto tra i banchi. Mentre crescono le aspettative per il nuovo anno, la politica dà vita ad un botta e risposta secondo il più classico degli schemi maggioranza-opposizione. L’oggetto del contendere questa volta è il dimensionamento delle istituzioni scolastiche previsto per il 2024-2025, vale a dire il procedimento attraverso il quale la Regione opera ogni anno la razionalizzazione e programmazione della propria rete scolastica.

Secondo la Regione Calabria sono 79 le autonomie da sopprimere che, rapportate alla popolazione scolastica ed alla densità abitativa di ciascuna Provincia e Città Metropolitana, fotografano il seguente assetto al netto di parametri dovranno tenere conto della popolazione scolastica regionale e degli sviluppi demografici nel prossimo triennio:

  • Provincia Catanzaro 14
  • Provincia Cosenza 29
  • Provincia Crotone 8
  • Provincia Vibo Valentia 11 
  • Città Metropolitana Reggio Calabria 17

Il cronoprogramma articolato dall’Ente governato dal presidente Occhiuto e dalla vicepresidente Princi con delega all’Istruzione, partirà il 15 settembre e terminerà il 30 novembre. Il primo passo dovrà essere una Delibera di Giunta Comunale per la proposta di dimensionamento scolastico alla Provincia/Città Metropolitana. L’ultimo riguarda l’adozione della Delibera di Giunta regionale di approvazione del dimensionamento scolastico e dell’offerta formativa regionale. Proprio ieri Princi ha ribadito che saranno le Province ad avere ogni prerogativa in merito alla distribuzione dei piani, per la cui presentazione la data è stata differita dal 30 settembre al 15 ottobre.

Anna Laura Orrico, deputata e coordinatrice del Movimento 5 stelle in Calabria, nel frattempo ha fortemente attaccato il Piano di dimensionamento scolastico previsto dall’ultima Legge di bilancio, una serie di tagli e accorpamenti che, secondo i dati della Cgil, farà sparire nei prossimi due anni oltre 700 scuole, soprattutto al Sud, e ridimensionerà il personale, tagliando 1400 dirigenti scolastici.

Le linee guida della Regione sul dimensionamento scolastico

A decidere quali scuole tagliare e accorpare saranno, pertanto, Province e Comuni, secondo le linee guida approvate dalla Giunta regionale. Nelle aree ad alta densità, in particolare nei comuni capoluogo e nei comuni superiori a 15mila abitanti, si mantengono gli istituti scolastici con almeno 1000 alunni, nelle aree scarsamente popolate che vivono in condizioni di particolare isolamento, gli istituti scolastici possono restare autonomi se hanno almeno 600 studenti. Esistono eccezioni per tutelare territori particolarmente fragili dal punto di visto socio-economico, isolati e inaccessibili.

Il criterio delle linee guida regionali, a cui gli Enti locali si dovranno adeguare, è promuovere gli accorpamenti nei grossi centri, mantenendo invece le autonomie scolastiche nei piccoli comuni, nelle aree interne e nelle aree periferiche che vivono condizioni di particolare disagio. «A peggiorare il quadro – ha continuato Anna Laura Orrico – la contesa tra sindaci per evitare l’accorpamento facendo valere il proprio peso politico, perché la Regione Calabria ha preferito delegare alle Province e ai Comuni la scelta di quale scuole tagliare e quale no».

Il dimensionamento ha impedito l’immissione in ruolo di nuovi dirigenti scolastici, ma secondo la parlamentare cosentina, la situazione è destinata a peggiorare. «Laddove non si rientra nei parametri indicati dalla Regione – ha concluso – si rischia di venire accorpati a scuole più grandi del centro urbano più vicino, con la perdita di tutto il personale amministrativo e le conseguenze che ne deriveranno sulla qualità dell’organizzazione ed efficienza amministrativa e didattica».

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