Il turismo subacqueo in Calabria può diventare una nuova leva di sviluppo economico, culturale e ambientale. È il messaggio emerso dalla prima riunione regionale dei diving center calabresi, promossa dall’Ente per i Parchi Marini Regionali della Calabria nella sede operativa dell’ex Tonnara di Bivona, a Vibo.

Un incontro che ha messo attorno allo stesso tavolo operatori subacquei, istituzioni e realtà del territorio, con l’obiettivo di costruire una rete regionale capace di valorizzare fondali, biodiversità, archeologia sommersa e turismo sostenibile.

Turismo subacqueo, una nuova frontiera per la Calabria

Il settore, a livello internazionale, muove numeri rilevanti: 20 miliardi di dollari annui, circa 124mila persone impiegate direttamente e fino a 250mila considerando l’intera filiera. Nel mondo si stimano tra i 9 e i 14 milioni di arrivi legati alle immersioni, mentre sono circa 800mila gli europei che ogni anno viaggiano per motivi connessi al diving.

Per la Calabria, forte di un patrimonio marino, naturalistico e archeologico distintivo, il turismo subacqueo può rappresentare una prospettiva concreta per superare la logica del solo turismo balneare e costruire un’offerta capace di attrarre visitatori anche fuori dai mesi centrali dell’estate.

Ad aprire i lavori è stato il direttore generale dei Parchi Marini calabresi, Raffaele Greco, che ha espresso anche il cordoglio dell’Ente per la tragedia avvenuta alle Maldive, nella quale hanno perso la vita cinque sub italiani.

Greco: «La Calabria può diventare meta internazionale»

Nel suo intervento, Greco ha sottolineato come il turismo subacqueo possa generare un ritorno economico importante per il territorio, se accompagnato da una programmazione seria e da una strategia condivisa.

Secondo i dati richiamati nel corso dell’incontro, ogni presenza turistica subacquea genera circa 145 euro di valore aggiunto. I subacquei europei spendono in media 750 euro per una vacanza di 5-7 giorni, cui si aggiungono tra 300 e 400 euro per le sole attività di diving. Il turista subacqueo effettua soggiorni più lunghi, fino a 12,6 notti in media, e spende circa il 33% in più rispetto al turista medio.

Lo scenario diventa ancora più significativo se si guarda all’archeologia subacquea, che nel Mezzogiorno potrebbe avere un impatto sul Pil superiore ai 340 milioni di euro.

Oltre il turismo balneare

Il turismo subacqueo, a differenza di quello balneare tradizionale, attrae viaggiatori con maggiore capacità di spesa e può diventare uno strumento decisivo per la destagionalizzazione. Non solo mare da vivere in superficie, ma fondali da esplorare, ecosistemi da conoscere, relitti e siti sommersi da raccontare attraverso percorsi guidati, tecnologie digitali e itinerari integrati.

La domanda internazionale cresce soprattutto attorno a tre direttrici: destinazioni con aree marine protette e pratiche di ecoturismo, esperienze che uniscono immersioni, cultura ed enogastronomia, e strumenti digitali capaci di rendere più accessibili i fondali.

In questo quadro, la Calabria può giocare una partita importante, puntando su un modello che tenga insieme tutela ambientale, fruizione sostenibile e valorizzazione economica delle comunità costiere.

La proposta dei Parchi Marini per il Piano turistico regionale

L’Ente per i Parchi Marini Regionali intende ora mettere in campo una proposta progettuale da inserire nel percorso partecipativo promosso dal Dipartimento Turismo della Regione Calabria per il Piano Regionale di Sviluppo Turistico Sostenibile 2026-2028.

L’obiettivo è fare del turismo subacqueo sostenibile una nuova linea strategica della destinazione Calabria. Il progetto punta alla costruzione di una rete regionale fondata su mappatura dei siti, qualificazione dell’offerta, coinvolgimento dei diving center, monitoraggio ambientale, citizen science, itinerari blu mare-terra, comunicazione coordinata e candidatura dei siti più idonei tra le future Zone di interesse turistico-subacqueo previste dalla normativa nazionale.

La proposta arriva in una fase considerata favorevole, anche alla luce della recente legge nazionale sulla valorizzazione della risorsa mare, che introduce una cornice per l’attività subacquea ricreativa, la sicurezza, la tutela del patrimonio sommerso e l’individuazione delle Zone di interesse turistico-subacqueo.

Blue Guardians Calabria, firmato il protocollo con i diving

La riunione di Vibo ha segnato anche un passaggio operativo. Nella sala dell’ex Tonnara di Bivona, alla presenza tra gli altri del sindaco di Pizzo Sergio Pititto e del presidente della Cooperativa Pescatori Arcobaleno di Vibo Valentia, Nicola De Leonardo, è stato sottoscritto il protocollo d’intesa Blue Guardians Calabria – Rete Diving.

L’intesa punta alla tutela, al monitoraggio e alla fruizione sostenibile dei Parchi Marini Regionali. Il protocollo si collega a due azioni del Piano della Carta Europea del Turismo Sostenibile 2026-2030: “Blue Guardians Calabria – Rete Diving e Monitoraggio Impatti Turistici sull’Ambiente Marino” e “Dive Calabria Experience – Pacchetti Top Ten Calabria e Immersioni Sostenibili”.

Barbuto: «I subacquei chiamati all’azione»

A sintetizzare la soddisfazione dei diving center regionali è stato Nico Barbuto, dello Scuba World Asd, che ha evidenziato il valore della rete e della progettualità condivisa.

«In questo momento storico, grazie alla progettualità condivisa dei Parchi Marini calabresi, stiamo dimostrando come sia possibile trasformare una comune esplorazione subacquea dei nostri fondali marini in un’attività di citizen science che contribuisce alla salvaguardia dei fragilissimi ecosistemi marini per le future generazioni».

Barbuto ha poi sottolineato come l’Ente Parchi Marini stia chiamando all’azione il mondo dei subacquei, attraverso iniziative strutturate capaci di generare impatto reale.

«Oggi l’Ente Parchi Marini della Regione Calabria chiama all’azione: ampliando i modi con cui i subacquei possono partecipare; chiama ad azioni strutturate per generare un impatto in tempo reale, basate su una progettualità che formerà una grande rete di monitoraggio, vigilanza e protezione».

Fondali calabresi come prodotto turistico sostenibile

La sfida è trasformare i fondali calabresi in un prodotto turistico sostenibile, sicuro, accessibile e coerente con la nuova visione della destinazione Calabria. Non più soltanto attività sportiva o ricreativa di nicchia, ma politica pubblica, sviluppo locale, educazione ambientale e promozione identitaria.

L’Ente per i Parchi Marini Regionali, già impegnato in percorsi come CETS, Blue Guardians Calabria, Rete Blu, Academy Blu, Soste Sostenibili e iniziative dedicate alla memoria sommersa, si candida a svolgere un ruolo tecnico-istituzionale di coordinamento.