giovedì,Luglio 18 2024

Nuovo ospedale, anche la Cgil snobba Cosenza: «Deve sorgere vicino l’Università»

Il sindacato boccia Vaglio Lise e assume una posizione ufficiale in favore del sito di Arcavacata ribadendola nel corso di una iniziativa pubblica davanti al gotha del Pd

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La Cgil di Cosenza assume una posizione netta all’interno dell’ormai annosa e stantia questione dell’allocazione del nuovo ospedale Hub destinato, si spera, a sostituire il vetusto presidio dell’Annunziata. «La Camera del Lavoro è favorevole all’ubicazione di una sede quanto più possibile in prossimità dell’Università della Calabria, alla luce dell’attivazione nel campus di Arcavacata, del corso di laurea in medicina e chirurgia. La costituzione di un’azienda ospedaliera universitaria è l’unico sbocco per garantire la continuità di questo corso di laurea ed è un passo necessario per realizzare importanti obiettivi di salute non solo nella provincia bruzia ma in tutta la regione».

A rendere pubblica la linea del sindacato è il segretario regionale della Cgil Medici Franco Masotti. Una linea oggi decisamente affine a quella del presidente della Regione Roberto Occhiuto, sposata pure da ampi settori del Partito Democratico, mentre a Palazzo dei Bruzi il sindaco Franz Caruso, che pure governa da socialista insieme al Pd, continua a sostenere la validità del sito di Vaglio Lise. Rimanendo però sempre più isolato. Certamente l’avvio anche all’Unical di un corso di laurea in medicina ha sparigliato le carte e modificato gli scenari. Ed anche il parere del Comune di Cosenza può dirsi superato: Caruso infatti può avere voce in capitolo solo se l’opera verrà costruita nel perimetro cittadino. Ma se dovesse traslocare a Rende l’interlocutore privilegiato della Regione sarà esclusivamente l’amministrazione del Campagnano.

Masotti è intervenuto nel Salone degli Specchi della provincia di Cosenza introducendo l’iniziativa pubblica dal titolo “Il piano di riordino della rete ospedaliera e territoriale: l’analisi e le proposte della Cgil di Cosenza”, propedeutica alla grande manifestazione nazionale programmata a Roma il 7 ottobre. All’iniziativa, presentata e coordinata dai segretari locali Massimiliano Ianni e Maria Baldassarre, hanno offerto il proprio contributo di idee il senatore Nicola Irto, i consiglieri regionali Antonio Lo Schiavo, Ferdinando Laghi e Davide Tavernise ed il segretario regionale di Sinistra Italiana Fernando Pignataro. Sono inoltre intervenuti il segretario regionale della Cgil Angelo Sposato, il segretario generale SPI Cgil Calabria Carmelo Gullì, la segretaria generale Calabria FP Cgil Alessandra Baldari,  mentre le conclusioni sono state tratte da Serena Sorrentino, Segretaria Generale della Cgil – Funzione Pubblica. Da segnalare la presenza in sala, tra gli altri, del capogruppo Pd in consiglio regionale Domenico Bevacqua e del vicepresidente della stessa assise Franco Iacucci.

Franco Masotti con un’articolata disamina, ha snocciolato il contenuto dei decreti del Commissario ad Acta per il rientro del deficit della sanità pubblicati lo scorso luglio e che rappresentano la bussola per il riordino della rete ospedaliera e di quella territoriale in Calabria. Ricordando come dalle pieghe del documento emerga un altro dato inequivocabile: «Nella rete dell’emergenza urgenza pediatrica  – ha ricordato – i quattro posti attualmente attivi nel presidio dell’Annunziata sono destinati a chiudere appena il servizio entrerà in funzione nell’Azienda Dulbecco di Catanzaro. Una eventualità questa assolutamente da scongiurare». Infine un passaggio su una tematica poco attenzionata ma estremamente dolorosa, quella delle terapie di igiene mentale: «I pazienti acuti non trovano sistemazione in Calabria e devono essere trasferiti in strutture lontane anche molti chilometri in Sicilia, Puglia, Basilicata, Campania, con ingenti esborsi per il servizio sanitario e soprattutto disagi e sofferenze per i malati psichici e le loro famiglie».

«Già in questi anni abbiamo monitorato quanto la regionalizzazione della sanità abbia differenziato un diritto sancito dalla Costituzione – ha detto Serena Sorrentino nel chiudere il convegno – Oggi la sanità soprattutto in Calabria è sempre meno pubblica, sempre più privata e sempre meno universale perché gli stessi cittadini non hanno gli stessi diritti in termini di esiti e bisogni di salute. Con l’autonomia differenziata e con il definanziamento del fondo sanitario nazionale rischiamo di non riconoscere più il diritto alla salute ma di costruire un mercato dei servizi sanitari al quale accede solo chi economicamente può permetterselo».