giovedì,Febbraio 29 2024

Alex Aurelio non è più il sindaco di Trebisacce: ora le nuove elezioni

La mozione di sfiducia era stata presentata da quattro consiglieri della maggioranza e quattro dell'opposizione

Alex Aurelio non è più il sindaco di Trebisacce: ora le nuove elezioni

Sfiduciato il sindaco di Trebisacce Alex Aurelio, si prospettano nuove elezioni. La delibera è stata adottata dal consiglio comunale a seguito dell’assenza del sindaco, impossibilitato a partecipare per ragioni personali e familiari, e dei quattro consiglieri della maggioranza che hanno scelto di non assistere al voto.

La seduta del consiglio, convocata dal presidente Salvatore Carlomagno il 3 novembre 2023, ha visto la votazione della mozione di sfiducia al sindaco, già presentata il 20 ottobre da otto consiglieri, quattro della maggioranza e quattro dell’opposizione. Questo voto apre la strada a un nuovo commissariamento del Comune e probabili nuove elezioni, presumibilmente nel mese di giugno, congiuntamente alle elezioni europee.

Secondo quanto riportato, l’amministrazione proveniente dalla Lista “Progetto Trebisacce – Aurelio Sindaco”, vittoriosa alle elezioni del 10 giugno 2022, ha subito divisioni interne che hanno portato alla mozione di sfiducia. Oltre ai quattro consiglieri dell’opposizione, la sfiducia è stata sostenuta da altri membri della maggioranza. Questo triste epilogo ha evidenziato fratture all’interno dell’amministrazione, caratterizzato da polemiche, incomprensioni e discussioni divisive.

Gli interventi dei consiglieri presenti alla seduta hanno enfatizzato la disgregazione dell’unità dell’esecutivo, con critiche verso il sindaco per il suo stile decisionista, la mancanza di collaborazione e il fallimento nel coinvolgere il consesso e la comunità. Questo ha portato alla necessità di passare il testimone a un commissario in attesa di un nuovo primo cittadino.

La decisione, espressa attraverso un voto nominale di sette consiglieri presenti, conclude un capitolo difficile per Trebisacce, che si trova nuovamente di fronte al commissariamento comunale, questa volta non per cause legate alla criminalità, ma a questioni politiche.