Per difendere la biodiversità bisogna prima imparare a riconoscerla, leggerla e comprenderne il valore più profondo. Non solo come insieme di specie animali e vegetali, ma come patrimonio vivo di simboli, miti, racconti, tradizioni e legami antichi tra uomo e natura.

Da questa idea è nato il percorso di educazione ambientale promosso dalle Riserve Naturali Regionali del Lago di Tarsia e della Foce del fiume Crati, concluso con la realizzazione di una pubblicazione curata dagli studenti e dedicata alle parole, ai simboli e ai miti custoditi nella natura delle aree protette.

L’iniziativa, presentata a Tarsia mercoledì 17 giugno 2026, rappresenta la chiusura di un anno scolastico costruito attorno alla conoscenza del territorio, alla sostenibilità e al rapporto tra scuola, cultura e ambiente.

Dalla Giornata dei Parchi Letterari a un anno di educazione ambientale

A fare il punto sul progetto è il direttore delle Riserve, Agostino Brusco, che ha ricordato come il percorso abbia preso avvio con l’adesione all’11ª Giornata Internazionale dei Parchi Letterari, svoltasi tra il 18 ottobre e il 2 novembre 2025.

Da quell’appuntamento è nato un lavoro didattico sviluppato durante l’intero anno scolastico 2025-2026 insieme agli alunni della Scuola Secondaria di Primo Grado del plesso di Tarsia dell’Istituto Comprensivo di Terranova da Sibari.

L’obiettivo non era soltanto insegnare agli studenti a riconoscere animali e piante presenti nelle Riserve, ma accompagnarli verso una lettura più ampia della natura. Ogni specie, infatti, può diventare una porta d’ingresso verso la storia, la letteratura, le credenze popolari, le etimologie e le rappresentazioni simboliche che nei secoli hanno attraversato il rapporto tra l’uomo e l’ambiente.

Zeus, la civetta e il Tarabuso: la natura come racconto

Attraverso ricerche, elaborati e disegni, gli studenti hanno approfondito numerose specie animali e vegetali presenti nelle Riserve del Lago di Tarsia e della Foce del Crati, scoprendo come molte di esse abbiano accompagnato miti, credenze e immagini collettive.

L’Aquila Reale, un tempo associata a Zeus e al potere imperiale, è diventata occasione per riflettere sul significato della forza e della libertà. L’Agrifoglio ha richiamato antiche tradizioni popolari legate alla protezione dal malocchio. L’Alloro ha riportato alla cultura greco-romana e al tema della gloria.

Anche la Civetta, simbolo di sapienza, mistero e conoscenza, ha offerto agli studenti uno spunto di approfondimento sul legame tra natura e immaginario. Il rarissimo Tarabuso, invece, ha permesso di riscoprire come in passato il suo verso fosse interpretato come una voce proveniente dal mondo dei morti.

Il libro scritto dagli studenti sulle Riserve

Il risultato finale del percorso è la pubblicazione intitolata “Parole e Simboli della natura delle Riserve del Lago di Tarsia e della Foce del fiume Crati”. Il volume raccoglie elaborati, disegni e approfondimenti realizzati dagli studenti durante l’anno scolastico.

L’opera sarà consegnata agli alunni al termine degli esami conclusivi del primo ciclo di istruzione e rappresenta uno degli esiti del percorso di Educazione Civica dedicato ai temi della sostenibilità, della conoscenza del territorio e della tutela del patrimonio naturale.

Nel libro trovano spazio anche i contributi istituzionali del direttore delle Riserve, della dirigente scolastica Maria Letizia Belmonte e della responsabile del plesso Sara Viciconte, oltre alla prefazione del presidente nazionale dei Parchi Letterari, Stanislao De Marsanich.

Scuola, territorio e aree protette: così cresce il senso di appartenenza

Uno degli aspetti più significativi dell’iniziativa è il dialogo tra scuola, territorio e aree protette. Attraverso l’osservazione della biodiversità, gli studenti hanno imparato a guardare il paesaggio non come semplice sfondo della quotidianità, ma come un patrimonio vivo da conoscere, interpretare e custodire.

Il progetto ha permesso di unire linguaggi diversi: la ricerca scientifica, il racconto, il disegno, la memoria popolare e la dimensione simbolica della natura. In questo modo, le Riserve sono diventate non solo luogo di conservazione ambientale, ma anche spazio educativo e culturale.

Per le Riserve Naturali Regionali del Lago di Tarsia e della Foce del fiume Crati, l’educazione ambientale resta uno degli strumenti principali per costruire consapevolezza e cittadinanza. La tutela degli habitat e delle specie passa infatti anche dalla capacità delle nuove generazioni di riconoscere nella natura una parte della propria identità.