Guidati dal sindacato Confail quasi tutti gli ex Abramo in un flash mob nel Piazzale della Regione a Catanzaro. In prima linea i 74 lavoratori esclusi dagli ammortizzatori sociali e con il contratto in scadenza il prossimo 18 maggio
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Le auto di Polizia, Carabinieri e Guardia di Finanza –come da prassi –erano nel Piazzale S. Francesco di Paola già dal mattino. Ma si è fatto quasi mezzogiorno quando con pullman ed auto private sono arrivate parecchie decine di “fantasmi” all’orizzonte della Cittadella regionale di Catanzaro.
Così hanno deciso di mascherarsi già da qualche tempo i lavoratori ex Abramo ora Konecta ancora in cerca di una stabilizzazione.
Mentre all’interno si svolgevano varie iniziative con diversi assessori in prima linea, i 74 lavoratori ex Lap, esclusi dagli ammortizzatori sociali e con il contratto in scadenza il prossimo 18 maggio, hanno inscenato un suggestivo flash mob silenzioso. Per loro parlava la maschera bianca davanti ai volti ed il perentorio sos scritto sulla pettorina: Aiutateci a togliere la maschera.
A guidarli Fabio Tomaino, segretario del giovane sindacato Confail

«Sono lavoratori e non sono fantasmi – ha detto ai giornalisti – e lanciano un grido di allarme, di aiuto a togliere queste maschere per restituire loro volti di serenità. Parliamo di un progetto ambizioso e innovativo che doveva durare tre anni con un investimento di 30 milioni di fondi pubblici per la digitalizzazione delle cartelle sanitarie. Bruciati in appena 15 mesi e ad oggi 900 lavoratori in cassa integrazione, quindi con una incertezza sul futuro e 74 lavoratori che probabilmente il prossimo 18 maggio si troveranno a essere totalmente disoccupati.

È mancato un controllo di fondi pubblici – ha aggiunto Tomaino – quindi sono rimaste inascoltate le denunce che abbiamo fatto con i lavoratori, quindi oggi crediamo che con lo stesso soggetto con cui si è costruita un'idea bisogna elaborare un rilancio del progetto. Siamo qui a chiedere al presidente Occhiuto ed all’assessore Calabrese – che hanno partorito la bellissima idea della conversione di questi lavoratori – di perseverare e completare l’opera. Lo vogliamo fare in maniera costruttiva, non siamo qui contro qualcuno. Ricordiamo che i 900 lavoratori sono distribuiti su tre territori, Cosenza, Catanzaro e Crotone, quindi ci aspettiamo da tutte le rappresentanti istituzionali una difesa vera e propria e reale e concreta dei territori»

