Il Cosenza è ancora tramortito dallo 0-2 maturato domenica scorsa nel derby con il Catanzaro e non riesce a battere un Cittadella che è sembrato alla portata dei rossoblù. Il risultato ad occhiali maturato al Marulla, con appena 4mila spettatori sugli spalti, ha attirato i fischi dei presenti che non hanno gradito la prestazione dei loro beniamini. Nella ripresa, addirittura, sbadigli tanto è stata noiosa la contesa. Chi sperava in una sterzata dopo il tracollo con il Catanzaro è rimasto deluso. I veneti tornano a conquistare un punto dopo otto sconfitte consecutive, i Lupi sembrano in bambola.

Cosenza con il 4-2-3-1

Fabio Caserta, fischiato alla lettura delle formazioni, dà ancora fiducia a Forte al centro dell’attacco. Senza Mazzocchi e Tutino, alle sue spalle partono Marras, Antonucci e Florenzi. A centrocampo ci sono Voca e Zuccon, col primo che dopo mezzora alza bandiera bianca lasciando spazio a Calò. Gorini risponde con un accorto 3-5-2 dove Cassano agisce da mezzala a supporto del tandem formato da Pandolfi e Pittarello.

Primi minuti giocati sotto tono senza spunti degni di nota, fatta eccezione per un’accelerazione di Florenzi che non trova nessuno a centro area. Dall’altra parte Negro incorna su un corner di Cassano: ordinaria amministrazione per Micai. Preoccupazioni maggiori per Maniero quando sempre Florenzi gli arriva a due passi calciandogli addosso. Poco dopo altra uscita a valanga, stavolta su Antonucci che già pregustava il vantaggio. Bravo Carissoni, nell’occasione, a salvare sulla linea. Nulla più da segnalare fino al break.

Il Marulla fischia

Caserta boccia Forte al 10’ della ripresa buttando il giovane Crespi nella mischia. Dentro anche Canotto per Marras. L’ex esterno della Reggina ha subito l’occasione buona, ma davanti all’estremo difensore ospite cincischia e spreca clamorosamente. Dall’altra parte ci provano Amatucci e Salvi, ma sempre in modo velleitario. Il copione, insomma, non cambia: Cosenza titubante e Cittadella che basa principalmente a non prenderle. Nel finale Maniero si oppone a Florenzi che si era ben coordinato dalla distanza, ma al triplice fischio finale bordate di fischi si abbattono sui calciatori rossoblù. E su Caserta, ormai ai minimi storici di gradimento.