Il sindacato parla di corto circuito istituzionale: «Il passaggio a Cometra che gestisce il chilometraggio del servizio avrebbe consentito continuità occupazionale»
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«La vicenda dell’AMACO, l’azienda di trasporto pubblico di Cosenza, continua a sollevare interrogativi gravi e inquietanti. Una società con 111 dipendenti e un valore stimato di circa 4,5 milioni di euro è stata ceduta per appena 2,1 milioni. Questa operazione, che appare come una vera e propria svendita, rischia di ricadere interamente sulle spalle dei lavoratori: ad oggi sono già una ventina i posti a rischio, ma il numero potrebbe drammaticamente salire nei prossimi mesi. Mentre decine di famiglie vedono il proprio futuro appeso a un filo, resta il sospetto che questa dismissione, così penalizzante per l'interesse pubblico, possa favorire interessi privati ancora poco chiari. Il quadro si complica ulteriormente sul piano politico.
L'assessore regionale ai Trasporti, Gianluca Gallo, aveva assicurato pubblicamente che AMACO sarebbe confluita in Cometra, il consorzio che gestisce il chilometraggio del servizio. Tale soluzione avrebbe garantito continuità occupazionale e una solida coerenza industriale. Il fatto che si sia imboccata una strada diversa evidenzia un "corto circuito" istituzionale: un segnale di cattiva gestione o, peggio, di una totale mancanza di trasparenza.
La CGIL e la FILT CGIL di Cosenza esprimono una preoccupazione profondissima. Quello che accade oggi potrebbe essere solo la punta dell'iceberg. Nei prossimi mesi il numero dei lavoratori che perderanno il posto potrebbe aumentare, aggravando una situazione sociale già fragile perché qui non siamo di fronte solo ad una vendita: siamo di fronte al rischio concreto di smantellare un servizio pubblico sociale e universale e di mettere in ginocchio decine di famiglie».

