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Il professor Walter Ricciardi, nel corso del suo intervento ad “Agorà”, trasmissione in onda su Rai3, ribadisce la necessità di fare un lockdown totale per «3-4 settimane, non per mesi». «In questo momento la circolazione di Sars-CoV-2 è talmente alta in tutta Italia che servirebbe un raffreddamento della curva epidemica e questo purtroppo lo si può ottenere solo con una chiusura molto energica, molto forte. Non per mesi, ma per 3-4 settimane».
Secondo Ricciardi, al momento «siamo in un plateau che in qualche modo è ancora pienamente seconda ondata e la speranza è che non arriviamo alla terza. Per non arrivarci dobbiamo contemporaneamente abbassare la circolazione del virus e vaccinare, vaccinare, vaccinare. Questo anche può essere compromesso dal fatto che la circolazione è talmente importante che, non adesso ma soprattutto a marzo quando dovremo vaccinare tra le 250 e le 300mila persone al giorno, può rappresentare un problema».
«Limitare la curva epidemica»
In questa fase della crisi Covid «ci vorrebbe un Governo focalizzato su una situazione che è difficile, perché le misure che noi abbiamo attivato a dicembre hanno limitato, ma non annullato, la curva epidemica. Hanno generato una sorta di plateau stabile, che ogni giorno continua a farci registrare migliaia di infetti e centinaia di morti. Ma la vera sfida è invertire questa curva epidemica».
Per Ricciardi, è importante portare l’incidenza delle infezioni da Sars-CoV-2 «non voglio dire a zero, ma a quella soglia fatidica di 50 casi per 100mila che significherebbe la possibilità di convivere quasi normalmente con il virus. Mediamente oggi siamo a 5-6 volte tanto, per cui gli sforzi fatti sono appena sufficienti per non andare nuovamente in crisi, ma certamente non per tornare alla normalità».
Sulla riapertura delle scuole superiori
Sul parere favorevole del Cts sulla riapertura delle scuole superiori in presenza, Ricciardi pensa che «gli scienziati debbano mettere a disposizione della politica le evidenze scientifiche come sono, senza commentarle. E le evidenze scientifiche oggi ci dicono che rimettere in moto milioni di persone, siano essi studenti o operatori scolastici, è estremamente pericoloso. Quindi io non condivido questa decisione in qualche modo di lasciare alla responsabilità dei politici dei dati scientifici che invece sono per me assolutamente inoppugnabili».

