Da Tortora a Verbicaro sono almeno otto i casi noti alle cronache di persone che da dicembre 2025 ad oggi sono state ritrovate morte nelle proprie abitazioni dopo ore o giorni. Si tratta perlopiù di persone anziane o sole, decedute per cause naturali. I loro casi impongono una profonda riflessione
Tutti gli articoli di Cronaca
PHOTO
Negli ultimi mesi, nell’alto Tirreno cosentino, i casi di persone trovate morte nelle proprie abitazioni dopo giorni o senza che nessuno se ne accorgesse sono molteplici. A preoccupare è la sequenza ravvicinata dei ritrovamenti, avvenuti tra dicembre 2025 e marzo 2026.
Le circostanze impongono una riflessione profonda, perché nella maggior parte dei casi si tratta di storie segnate dalla solitudine, dall’isolamento sociale o dalla fragilità di persone che vivevano da sole e la cui morte viene scoperta dopo ore o addirittura giorni. Una scia di episodi che, letti uno dopo l’altro, restituisce l’immagine di un disagio silenzioso, che riguarda soprattutto gli anziani.
Il 19 dicembre 2025
La drammatica sequenza comincia con il ritrovamento di una donna di 71 anni residente a Scalea, nella sua abitazione di via XXV Aprile. Il corpo è stato scoperto dopo l’allarme lanciato da conoscenti che non riuscivano a contattarla. Secondo le prime informazioni, il decesso risalirebbe a diverse ore prima e sarebbe avvenuto per malore.
Il 3 gennaio 2026
Il 3 gennaio, a Scalea, viene trovato morto nella sua abitazione Pietro Pace, uomo noto in città per la sua storia di forte disagio sociale. In passato aveva vissuto per anni in una baracca e la sua vicenda era stata raccontata da LaC News24, che aveva contribuito ad aiutarlo a trovare una casa. La sua morte è avvenuta in solitudine ed è stata scoperta solo dopo qualche giorno.
L’11 gennaio 2026
L’11 gennaio scorso un uomo di circa 70 anni è stato trovato senza vita nella sua abitazione di Scalea in via Giuseppe Pezzotti. Anche in questo caso si è parlato di dramma della solitudine: il decesso sarebbe avvenuto ore prima del ritrovamento, avvenuto dopo le segnalazioni dei vicini.
Il 14 gennaio 2026
Appena tre giorni dopo, a Praia a Mare un ex commerciante è stato trovato morto nel suo appartamento in viale della Repubblica. L’uomo viveva da solo e il corpo è stato scoperto dopo che da tempo non dava notizie di sé. Anche in questo caso si tratterebbe di morte naturale.
Il 24 gennaio 2026
Passano ancora dieci giorni e a Verbicaro una donna viene trovata senza vita nella propria abitazione. Il ritrovamento è avvenuto nelle stesse ore in cui si registrava un altro decesso per incidente domestico a pochi metri di distanza, circostanza che aveva colpito profondamente la comunità locale.
Il 27 gennaio 2026
Settantadue ore più tardi, un altro uomo viene trovato morto a Scalea, nella sua abitazione. Sul posto arrivano i carabinieri della locale compagnia, guidata dal capitano Alessandro Francesco Senatore, per i rilievi di rito. Nessuna violenza, anche lui è morto a seguito di un malore.
Il 28 gennaio 2026
Il giorno successivo, un anziano è stato trovato senza vita nella sua abitazione nei pressi della pineta di Tortora, a poche centinaia di metri dal lungomare. A notare il decesso sono stati i vicini di casa, che hanno sentito un odore nauseabondo provenire dall’interno. Quando le forze dell’ordine sono arrivate sul posto, hanno fatto la macabra scoperta.
Il 14 marzo 2026
L’ultimo episodio - tra quelli noti - è avvenuto il 14 marzo, quando un anziano è stato trovato morto nella sua abitazione di Praia a Mare, in via Verdi. Anche in questo caso l’allarme è partito dai vicini, che per giorni non lo avevano visto uscire di casa.
Una scia che fa riflettere
Questi episodi, letti nel loro insieme, raccontano di una società poco attenta nei confronti delle persone più fragili e sole e riportano al centro un tema spesso ignorato: la solitudine come emergenza sociale, soprattutto tra gli anziani. Forse, tra le righe, raccontano anche di una terra che non è più capace di garantire il diritto alla salute alle persone più vulnerabili e che sempre più spesso sono costrette a dover fare una scelta: mangiare o curarsi. Ma di questo non se ne parla ancora abbastanza.

