Nomi oscurati ma fatti ricostruiti nel dossier della Prefettura di Cosenza, che descrive i presunti condizionamenti dell’ente locale
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L’accesso al Comune di Altomonte è stato disposto sulla base di una serie di premesse e constatazioni successivamente riassunte nella relazione prefettizia.
Nel documento stilato dalla Prefettura di Cosenza si ripercorre il contesto criminale del territorio, evidenziando come per molti anni la ’ndrangheta abbia operato anche attraverso un’articolazione autoctona, quella dei «Magliari», facente capo a Saverio. Dopo la morte di quest’ultimo, gli affiliati sarebbero confluiti nella cosca riconducibile alla famiglia «Forastefano» di Cassano allo Ionio, in continuità con rapporti già emersi nell’operazione antimafia «Omnia» del 2006.
La consorteria dei Forastefano – la cui operatività viene ritenuta attuale e attestata dall’operazione antimafia «Kossa» del 2021 – viene descritta negli atti giudiziari come una cosca di ’ndrangheta che «ha base operativa nel territorio di Cassano allo Jonio, con diramazioni territoriali al nord, lungo la fascia dell’alto Jonio cosentino, fino alla Basilicata ed a sud sino alla ’ndrina di Corigliano e a quella di Cosenza». Secondo quanto riportato, i Forastefano, «avvalendosi della forza di intimidazione derivante dal vincolo associativo e della conseguente condizione di assoggettamento e di omertà della generalità dei cittadini, hanno stabilito e, in parte, eseguito, un programma criminoso indeterminato».
La relazione individua l’espressione imprenditoriale della cosca in Giuseppe Borrelli, soggetto destinatario, nel tempo, di plurimi deferimenti all’autorità giudiziaria, di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere per sequestro di persona e di provvedimenti di sequestro di beni e quote societarie, parte dei quali successivamente confiscati, unitamente a «OMISSIS», figlia di «OMISSIS».
Quest’ultima, secondo quanto riportato, è stata convivente di «OMISSIS», coniugata con «OMISSIS», ucciso nel 2009 in un agguato di mafia, ed è sorella di colui che viene indicato come il capo della cosca, «OMISSIS», deceduto nel 1999 a seguito di altro agguato mafioso, nonché di «OMISSIS» e «OMISSIS», indicati come esponenti di vertice della consorteria. Viene inoltre ricordato che è madre di «OMISSIS», catturato in Spagna dopo un periodo di latitanza.
Tornando alla figura dell’imprenditore «OMISSIS», la relazione riferisce che nel 2014 avrebbe partecipato ai funerali del boss «OMISSIS» e che, negli ultimi quattro anni, è stato arrestato due volte dalla Squadra mobile di Latina e una volta dall’Arma di Altomonte in esecuzione di ordini dell’autorità giudiziaria. È stato inoltre destinatario di due provvedimenti di sequestro preventivo di beni e, negli ultimi otto anni, direttamente o indirettamente colpito da quattro interdittive antimafia emesse dalla Prefettura di Cosenza, avendo dimostrato, secondo gli atti, «propensione a far ricorso a interposte persone per garantirsi continuità imprenditoriale».
Il 17 luglio dell’anno precedente è stato sottoposto alla misura di prevenzione della sorveglianza speciale di pubblica sicurezza con obbligo di soggiorno per cinque anni, con contestuale confisca di beni mobili, immobili e quote societarie. La relazione precisa che la misura ha riguardato anche «OMISSIS», fidanzato di «OMISSIS» e di «OMISSIS», con legami di parentela con «OMISSIS», figlia di «OMISSIS», nonché «OMISSIS», coniugata con «OMISSIS», indicato come vertice dell’omonima organizzazione criminale, e «OMISSIS», compagna di «OMISSIS», altro soggetto di rilievo della criminalità organizzata sibaritide.
Secondo la relazione, la famiglia «OMISSIS» avrebbe trovato anche un’espressione politica all’interno del Comune di Altomonte in occasione delle elezioni amministrative dell’8 e 9 giugno 2024, con l’elezione a consigliere comunale di minoranza di «OMISSIS», fratello dell’imprenditore ritenuto vicino alla criminalità organizzata. Viene riferito che, nonostante la collocazione all’opposizione, la vittoria della maggioranza sarebbe stata festeggiata presso il lido «OMISSIS» di Villapiana, gestito da «OMISSIS» e «OMISSIS», nipoti del consigliere «OMISSIS» e, dunque, di «OMISSIS».
I due gestori risultano inoltre soci della «OMISSIS», impresa destinataria di informazione antimafia interdittiva nel marzo 2022, in quanto l’amministratrice unica e socia di maggioranza «OMISSIS», sorella del socio di minoranza «OMISSIS», è stata ritenuta priva delle competenze tecniche necessarie, con la «probabile funzione di schermare il vero ruolo-guida dello zio, OMISSIS».
Le verifiche svolte dall’Arma avrebbero consentito di accertare come, nonostante l’interdittiva, l’impresa abbia continuato a intrattenere rapporti con la pubblica amministrazione, in particolare con il Comune di Altomonte. In tale contesto vengono segnalate frequentazioni e legami tra membri della famiglia «OMISSIS» e amministratori comunali, nonché rapporti di parentela tra alcuni dipendenti dell’ente e il defunto «OMISSIS», indicato come capo della cosca locale.
La relazione richiama, in primo luogo, la figura di «OMISSIS», consigliere comunale di maggioranza con deleghe allo sviluppo rurale e al «circuito contrade ospitali», condannato per estorsione continuata in concorso, già destinatario di avviso orale e con precedenti di polizia per riciclaggio, truffa e ricettazione. Il soggetto viene descritto come frequentemente notato e talvolta controllato in compagnia di persone con precedenti di polizia di particolare rilievo, anche per reati riconducibili alla criminalità organizzata. È inoltre evidenziato il legame con la famiglia «OMISSIS», anche per essere stato socio al 20%, fino al 20 settembre 2023, della società «OMISSIS», il cui amministratore unico è stato fino al 30 settembre 2023 il consigliere comunale di minoranza «OMISSIS», fratello di «OMISSIS».
Viene poi richiamata la posizione di «OMISSIS», responsabile del settore amministrativo del Comune di Altomonte, nipote del defunto boss «OMISSIS», gravato da precedenti di polizia per associazione a delinquere, porto abusivo di armi ed estorsione, fratello di «OMISSIS», condannato per ricettazione, detenzione e vendita illecita di sostanze stupefacenti, omicidio colposo e con precedenti per associazione per delinquere, usura ed estorsione, nonché di «OMISSIS», con precedenti per associazione per delinquere, usura, estorsione e traffico di stupefacenti, già sottoposto a sorveglianza speciale e ritenuto appartenente alla criminalità organizzata locale. Analogo riferimento viene fatto a «OMISSIS», comandante della Polizia municipale di Altomonte, anch’egli nipote di «OMISSIS».
Sulla base di tali premesse, ottenuta la delega ministeriale del 14 gennaio 2025, il 29 gennaio successivo si è insediata la Commissione di accesso presso il Comune di Altomonte. Tra gli elementi ritenuti significativi viene anticipata la testimonianza resa dal sindaco Gianpietro Coppola nel corso di una delle ultime audizioni, nella quale ha dichiarato: «Ho deciso di essere sentito e riferirvi la mia sensazione riguardo l’assoluta assenza di criminalità organizzata sul territorio del Comune di Altomonte. Tale sensazione ce l’ho da anni. Non ho contezza di traffico o spaccio di stupefacenti, richieste estorsive, omicidi o tentati omicidi, caporalato, sfruttamento della prostituzione o altro. Non una presenza pervicace di criminalità organizzata. Per quanto mi risulta le attività produttive non hanno mai segnalato la presenza della criminalità organizzata con tentativi di oppressione. Non vedo motivi economici di interesse nei confronti delle attività comunali».
La stessa Commissione ha ritenuto opportuno soffermarsi su tali dichiarazioni, giudicandole non corrispondenti alla realtà dei fatti e in evidente contrasto con quanto emerso dalle attività istruttorie. In particolare viene evidenziata la negazione dell’esistenza della criminalità organizzata sul territorio a fronte di elementi ritenuti di comune conoscenza e di riscontri desumibili anche da fonti aperte.
A titolo esemplificativo viene richiamato un articolo di stampa del 16 luglio 2019, dal titolo «Droga tra Calabria e Roma e sullo sfondo l’omicidio di OMISSIS», relativo a un traffico di droga tra Roma e Altomonte, oltre ad altri contributi allegati e a fotografie che ritraggono il sindaco e il vicesindaco insieme a «OMISSIS», indicato come volto imprenditoriale della cosca Forastefano, nonché quest’ultimo seduto nella sala consiliare nel posto riservato al sindaco.
In merito ai rapporti con le imprese, la Commissione d’accesso, approfondendo le procedure di affidamento degli appalti pubblici, si è soffermata sulla «OMISSIS», impresa già destinataria di informazione antimafia interdittiva nel marzo 2022. In relazione a tale società, viene segnalato l’affidamento diretto di forniture da parte del Comune di Altomonte anche successivamente all’emissione dell’interdittiva. In particolare, nel 2022 risultano l’affidamento del 10 ottobre per la messa in sicurezza della strada in contrada «Le Crete» e quello del 14 novembre per la fornitura di calcestruzzo e il nolo di mezzi meccanici; il 28 novembre 2023 l’affidamento di lavori di manutenzione della viabilità comunale, reiterato il 7 dicembre successivo.
La ripetitività degli affidamenti ha condotto la Commissione a rilevare il sostanziale accantonamento del principio di rotazione previsto dall’articolo 49 del decreto legislativo n. 36 del 2023. Attraverso interrogazioni alla banca dati Inps è stato inoltre accertato che la «OMISSIS» non risulta aver avuto dipendenti sin dalla sua costituzione, mentre dalle audizioni svolte è emerso che il personale presente sui cantieri apparteneva alla famiglia «OMISSIS».







