Il gip distrettuale Andrea Odierno ha accolto la richiesta della custodia in carcere per due soggetti ritenuti vicini al clan degli italiani
Tutti gli articoli di Cronaca
PHOTO
La sede della Compagnia carabinieri di Rende
Una nuova inchiesta antimafia ha portato all’emissione di due misure cautelari per estorsione aggravata dal metodo mafioso, facendo emergere un filone investigativo ritenuto di particolare rilievo dagli inquirenti.
Nella giornata di oggi Andrea Odierno, giudice per le indagini preliminari del Tribunale distrettuale di Catanzaro, ha disposto la custodia cautelare in carcere nei confronti di Emanuele Apuzzo, residente a Cosenza, e Davide Naccarato (originario di Bisignano), ritenuti responsabili, secondo l’ipotesi accusatoria, di estorsione mafiosa.
Il reato, come ricostruito dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Catanzaro, all’esito delle indagini condotte dal NORM Compagnia Carabinieri di Rende, guidato dal capitano Andrea Aiello, sarebbe stato commesso ai danni di un imprenditore edile di Bisignano.
La vittima, secondo quanto emerso, è aggiudicataria di tre appalti pubblici relativi alla realizzazione di opere di fognatura, del nuovo cimitero e di alcune rotonde stradali, lavori tuttora in corso. La richiesta estorsiva, pari a 3mila euro, sarebbe stata avanzata - stando alla contestazione - alla vigilia di Natale, il 24 dicembre 2025.
In una prima fase, la misura cautelare era stata adottata dal gip del Tribunale di Cosenza, che successivamente si è dichiarato incompetente per territorio, trasmettendo gli atti al gip distrettuale di Catanzaro.
I due indagati sono assistiti dai difensori Giuseppe Malvasi e Matteo Cristiani.

