Una gioia lunga dieci giorni, la vita che cambia, i primi versi, i primi pianti e gli occhietti curiosi che scrutano il mondo, la musica dei carillon che scandisce i secondi, che d’un tratto sembrano passare più in fretta. D’improvviso il silenzio e Diamante resta senza parole per la morte di un neonato. La corsa drammatica di tre ambulanze che arrivano in soccorso, i sanitari che a turno cercano di fa ripartire il cuoricino, mentre i loro occhi trasudano lacrime e disperazione e i genitori, sotto shock, aspettano con il fiato sospeso che succeda il miracolo.

Aspettano per cinquanta, lunghi minuti. Poi il tempo si interrompe, insieme alle vite di una madre e di un padre a cui ora tocca fare i conti con il dolore più grande di tutti e una sentenza irreversibile: «Non c’è più niente da fare». È morto così, ieri pomeriggio, il piccolo Gabriel, lasciando nello sgomento non solo la sua famiglia ma tutta la comunità, che da ieri non si dà pace.

Diamante, il sindaco sul luogo della morte del neonato

La notizia della morte del neonato Gabriel è cominciata a circolare ieri pomeriggio intorno alle 15 a Diamante. Si è diffusa rapidamente e da quel momento la comunità ha sospeso ogni attività, ogni iniziativa ludica prevista in giornata. Il sindaco Achille Ordine, anche lui padre, ha declinato ogni telefonata successiva alla tragedia. Chi lo ha visto ha parlato di una persona distrutta, profondamente provata dall’accaduto, recatosi immediatamente sul luogo della tragedia per esprimere solidarietà e vicinanza alla famiglia del bimbo.

Il piccolo era nato dieci giorni fa, ma l’amministrazione comunale, per un beffardo scherzo del destino, gli aveva dato il benvenuto soltanto ventiquattro ore prima della tragedia. A Diamante ora si fa così: ogni nascita la si celebra pubblicamente, perché tutta la comunità possa partecipare alla gioia di una nuova vita. E così era stato anche per Gabriel. «Benvenuto piccolo nella nostra comunità», si legge su uno sfondo azzurro su cui appaiono anche una nuvoletta bianca e un orsacchiotto che cinge una giostrina da culla. Ora quell’immagine è un pugno allo stomaco, è la traccia indelebile di una felicità sfumata in una manciata di secondi.

Che cosa è accaduto a Gabriel?

Morte naturale per arresto cardiaco, così è stato stabilito. In altre parole, il cuoricino ha cessato di battere. Ma perché? Per risalire alla reale causa del decesso e dare una risposta ai cari, la procura di Paola ha aperto un fascicolo di indagine. Il sostituto procuratore Maria Porcelli ha inviato subito il medico legale sul posto per i primi accertamenti.

In serata, il sindaco di Diamante ha affidato ai social un lungo messaggio rivolto alla cittadinanza, parole che raccontano meglio di qualsiasi cronaca lo stato d’animo di un intero paese: «Ci sono dolori che non hanno nome, ferite che attraversano il cuore e lo lasciano sospeso, incapace di trovare un senso, una spiegazione, un perché». Nel testo si parla di una comunità «spezzata» e di un vuoto «che pesa come un macigno».

Poi c’è la dedica al bimbo: «A te, piccolo Gabriel, il pensiero più tenero, come una carezza che arriva fin lassù. Alla tua famiglia, l’abbraccio più forte, quello che non lascia soli, quello che prova a condividere un dolore così immenso». Infine, il primo cittadino, interpretando i sentimenti di cordoglio dell’intera comunità, ha annunciato che per il giorno dei funerali sarà proclamato il lutto cittadino.