Il Comitato del comune dell'Alto Tirreno cosentino chiede indagini ai pm di Paola e Lagonegro su presunte responsabilità e sulla gestione delle risorse: «Bisogna essere più tempestivi sul campo, altrimenti la macchina organizzativa funziona a metà»
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Due esposti contro ignoti per chiedere di fare piena luce sul fenomeno degli incendi che da anni colpisce il territorio dell'Alto Tirreno cosentino. È l'iniziativa promossa dal Comitato cittadino spontaneo di Paola per la tutela del territorio e contro gli incendi, che ha presentato gli atti alle procure della Repubblica di Paola e di Lagonegro, sollecitando l'apertura di un'indagine su presunte responsabilità e possibili interessi economici legati all'emergenza.
La decisione di coinvolgere anche la procura di Lagonegro è motivata dalla particolare conformazione dell'area interessata, che comprende un territorio di confine tra Calabria e Basilicata, in gran parte ricadente nel Parco nazionale del Pollino.
Le criticità segnalate
Negli esposti il Comitato richiama l'attenzione su una serie di presunte responsabilità, dirette e indirette, che a suo avviso contribuirebbero ad alimentare il fenomeno degli incendi.
Tra gli aspetti evidenziati figurano le carenze nelle politiche di prevenzione, il presunto utilizzo non efficiente delle risorse economiche pubbliche e la mancanza di controlli sul rispetto dei divieti relativi alle attività illecite sui terreni percorsi dal fuoco, con particolare riferimento al pascolo.
Su tutti questi elementi il Comitato chiede che vengano svolti gli opportuni accertamenti da parte della magistratura.
«Gli incendi ormai durano tutto l'anno»
Nella nota i portavoce del Comitato sottolineano come il fenomeno abbia ormai assunto caratteristiche strutturali: «Fino a qualche anno fa si parlava di "stagione degli incendi". Alla luce di quanto abbiamo potuto osservare e documentare il fenomeno è presente tutto l'anno».
Secondo il gruppo di cittadini, l'analisi svolta negli ultimi anni avrebbe evidenziato criticità nella gestione delle risorse destinate alla lotta agli incendi.
«Dopo un'attenta fase di studio della materia, abbiamo la convinzione che, pur essendo in ballo ingenti risorse economiche, le somme vengano assorbite quasi interamente dal livello organizzativo della macchina regionale antincendi e solo in minima parte sul campo, in termini di personale, mezzi ed equipaggiamento», affermano i promotori dell'iniziativa.
L'appello sulla prevenzione
Tra i punti ritenuti più critici viene indicata la carenza di interventi di prevenzione attiva, considerati fondamentali per consentire un'azione più rapida ed efficace delle squadre impegnate nello spegnimento dei roghi.
«L'esempio migliore in questo senso è la mancanza di opere di prevenzione attiva che permettano interventi rapidi ai mezzi di terra in zone impervie o dopo il tramonto, come pulizia del sottobosco, piste e fasce tagliafuoco», concludono i rappresentanti del Comitato, chiedendo che venga fatta piena luce sulle responsabilità e sulla gestione delle risorse destinate alla prevenzione e al contrasto degli incendi.

