Era stato arrestato con l’accusa di evasione dopo un controllo dei carabinieri di Cosenza, ma il processo con rito abbreviato si è chiuso con un’assoluzione. Protagonista della vicenda giudiziaria è Hossein Rajyb, nome collegato all’operazione nota come “Operazione dei Nigeriani”.

L’uomo era autorizzato ad allontanarsi dalla propria abitazione per due ore durante la settimana. Nel corso di uno di questi intervalli, però, era stato trovato dai militari dell’Arma all’interno di una lavanderia, in compagnia di persone già note alle forze dell’ordine. Da quel controllo era scattato l’arresto per evasione.

Il controllo dei carabinieri e l’arresto

Secondo la contestazione, la presenza di Rajyb nella lavanderia avrebbe integrato la violazione delle prescrizioni connesse alla misura alla quale era sottoposto. Il dato centrale del procedimento riguardava proprio la compatibilità tra l’autorizzazione a uscire da casa per un tempo limitato e il luogo in cui l’uomo era stato trovato dai carabinieri.

La vicenda è quindi arrivata davanti al giudice per l’udienza del 28 maggio, celebrata con rito abbreviato. La pubblica accusa aveva chiesto la condanna a nove mesi.

La decisione del giudice De Felice

Al termine dell’udienza, la dottoressa De Felice ha assolto Hossein Rajyb, facendo cadere l’accusa di evasione. Una decisione che chiude, almeno in questa fase, il procedimento nato dal controllo effettuato dai carabinieri di Cosenza. L’imputato è difeso dall’avvocato Antonio Ingrosso.