L’inchiesta sulla morte di Alessandro Grosso torna nel punto della strada statale 107 in cui, il 16 luglio scorso, si è verificato l’incidente. Oggi la Procura di Cosenza conferirà l’incarico per gli accertamenti tecnici destinati a ricostruire la dinamica del sinistro avvenuto al chilometro 60+200, nel territorio di Spezzano della Sila, in località Camigliatello.

Il procedimento è coordinato dal sostituto procuratore Nicoletta Fruncillo. Il consulente dovrà rispondere a una serie di quesiti sulle cause dell’incidente, sulle modalità con cui si è prodotto e sulle eventuali responsabilità. Gli accertamenti riguarderanno anche la presenza di telecamere lungo il tratto interessato e la verifica del loro funzionamento al momento dell’impatto.

L’obiettivo è stabilire perché la Fiat Panda sulla quale viaggiavano i due giovani abbia perso il controllo nei pressi della galleria, poco dopo lo svincolo per Montescuro. Dovrà essere accertato se la fuoriuscita di strada sia stata determinata da una manovra errata del conducente oppure se quest’ultimo sia stato costretto a reagire a un fattore esterno.

Il conducente, Pietro Paolo Mignolo, è indagato per omicidio stradale. Si tratta di un’ipotesi accusatoria ancora sottoposta agli approfondimenti della Procura. Il giovane è difeso dall’avvocato Andrea Napoleone Sarro.

Mignolo si trova ancora ricoverato in gravi condizioni all’ospedale di Cosenza, ma non sarebbe in pericolo di vita. Per Alessandro Grosso, invece, le conseguenze dell’impatto erano risultate fatali.

I familiari della vittima che hanno nominato un difensore sono assistiti dagli avvocati Matteo Veschini, Mariarosa Bugliari Armenio, Amelia Ferrari, Maria Giuseppina Torchia e Pasquale Vaccaro. I rispettivi consulenti potranno partecipare all’accertamento tecnico secondo le modalità previste dal codice di procedura penale.