Un giovane é stato tratto in arresto domenica dopo aver effettuato una manovra di fuga dai posti di controllo. Ad assisterlo l’avvocato Domenico Bove del foro bruzio
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Nel sonnecchioso post pranzo di domenica pomeriggio, mentre quasi tutta la cittadinanza si rilassava sulle spiagge, un rumore incessante di sirene ha squarciato la serenità di quei pochi rimasti a Cosenza. Un continuo rincorrersi di auto delle forze dell’ordine, Polizia e Carabinieri, ha attratto gli sguardi dei curiosi, che si sono risvegliati dal torpore e si sono affacciati dai balconi e dalle finestre per vedere cosa stesse succedendo. Davanti ai loro occhi, Pantere e Gazzelle che si alternavano a sirene spiegate.
La vicenda è salita alla ribalta soltanto nelle scorse ore. Il giovane protagonista dell’inseguimento a Cosenza di domenica scorsa è B.A.M., il quale aveva aggirato con una manovra di fuga i posti di controllo delle forze dell’ordine in città. Il tutto ha poi scatenato la corsa degli agenti a caccia del ragazzo, con parte del territorio del capoluogo bruzio invaso dai rumori delle sirene. In particolar modo, a essere interessati dall’evento sono state le zone al confine con il comune di Rende, laddove Mbaye risiede. Una fuga terminata con l’arresto, avvenuto domenica stessa dopo l’inseguimento.
A occuparsi della vicenda il Tribunale del capoluogo bruzio, presieduto dal giudice Marco Bilotta della sezione penale, il quale ha disposto per il ragazzo gli arresti domiciliari nella propria abitazione. Ad assistere il giovane senegalese l’avvocato Domenico Bove, del Foro di Cosenza. Si è concluso così, con la misura cautelare degli arresti domiciliari, un pomeriggio di alta tensione per quei pochi cittadini del capoluogo telesiano rimasti a casa invece di andare al mare.
È la seconda volta in meno di un mese che una vicenda del genere interessa la città di Cosenza. Lo scorso 15 giugno una situazione analoga si era presentata e aveva visto protagonista un altro giovane che aveva saltato il posto di blocco. In quel caso, gli avvocati difensori avevano fatto leva sull’assenza di autovetture e persone lungo il percorso.
Al ragazzo era infatti stato contestato il reato di fuga pericolosa, fattispecie recentemente introdotta nel nuovo Codice della strada e riferita a chi si sottrae a un controllo con manovre o modalità tali da mettere in pericolo l’incolumità altrui. Il protagonista di quella vicenda si è visto ridurre la pena dagli arresti domiciliari all’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria.


