Maurizio Porco nella rubrica di LaC Tracce: «Si poteva fare di più per salvarla ma questo lo diranno le indagini. Vivere senza di lei non è facile ma andiamo avanti nel suo ricordo»
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«Isabel non morirà mai: la nostra speranza era quella che continuasse a vivere donando gli organi e, quando abbiamo dovuto staccare la spina, la cosa più importante per noi era continuare a far battere il suo cuore, siamo sicuri che almeno il suo cuore batte ancora». Maurizio Porco si commuove quando parla di sua figlia Isabel, 16 anni, morta nel settembre 2025 dopo un malore a scuola. Una giornata iniziata come tante e finita in Pronto soccorso, dove la ragazza di Lattarico arriva in codice giallo nonostante sia priva di sensi. Ha un’emorragia cerebrale in corso, neppure il disperato trasferimento in volo Gemelli riesce a salvare la vita. Nella rubrica Tracce, vite che lasciano il segno (“Il dono di Isabel” è andato in onda nel tg di LaC), Francesco Tricoli raccoglie una testimonianza struggente.
Maurizio è un padre che ha visto la propria vita e quella della famiglia sconvolte in una giornata ordinaria: «Quella mattina era contenta di andare a scuola. Nella pausa si è sentita male, non si sentiva più il braccio sinistro né la gamba e chi è intervenuto non ha capito subito la criticità di questa malformazione arterio-venosa. Sono dei malori che vanno affrontati nelle prime ore, hanno faticato anche a riconoscere che era un’urgenza da codice rosso».
Parole amare: «Si poteva fare di più per Isabel, non dico che non è stato fatto per volontà. Purtroppo a volte ci si mette anche il destino: non si è trovata la persona giusta al momento giusto. Ma saranno le indagini della magistratura a capire di chi sono le colpe».
Resta quella voragine nell’esistenza: «Isabel era una ragazza molto dolce, una ragazza che si faceva amare da tutti. Era anche una persona molto forte e un punto di riferimento per tutta la nostra famiglia. Vivere senza di lei non è facile, però purtroppo il Signore l'ha voluta a sé, ce ne dobbiamo fare una ragione. Da genitore non è facile accettarlo, però ci dobbiamo fare forza ed è per questo che tutti quanti, tutta la famiglia, stiamo andando avanti per lei».

