A otto giorni dalla prima esondazione, l’acqua rientra dopo il picco ma lascia 30-40 centimetri nei condomini e un nuovo cedimento, il terzo in pochi giorni. Domani nuovo punto operativo con Protezione civile e forze dell’ordine
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La giornata che si chiude ai Laghi di Sibari ha «un sapore amaro». A otto giorni dalla prima violenta esondazione del fiume Crati, oggi l’area è tornata a fare i conti con un nuovo straripamento. Secondo quanto riferito dal sindaco di Cassano all’Ionio Gianpaolo Iacobini, due ondate di piena si sono riversate all’interno del centro nautico: la prima poco dopo mezzogiorno, la seconda poco dopo le 16.
L’effetto immediato è stato pesante: «parte dei lavori svolti in questi giorni» risulta vanificata e nell’area interessata si registrerebbe acqua alta tra 30 e 40 centimetri. L’unica notizia positiva, in questo momento, è legata all’evoluzione del fiume: il Crati avrebbe toccato il picco e starebbe per avviare «la lenta ritirata» verso il rientro negli argini.
Il rientro delle acque, viene spiegato, dovrebbe consentire di riprendere e proseguire i lavori e di intervenire su un nuovo punto di cedimento, definito «il terzo in pochi giorni». Un quadro che potrebbe scoraggiare, ma il messaggio che accompagna l’aggiornamento è di tenuta: «nonostante l’amarezza, non ci arrendiamo», dice Iacobini.
Per domani, sabato, è già fissato un nuovo punto operativo. In mattinata si terrà un confronto con Protezione civile, Vigili del Fuoco e Forze dell’ordine per «capire il da farsi» e verificare lo stato dei luoghi. Nel pomeriggio è previsto un incontro con gli amministratori dei condomini: la tabella di marcia potrebbe cambiare, «ma soltanto di poco», mentre l’obiettivo dichiarato resta «ritornare presto alla normalità», prosegue Iacobini.
Nel testo viene richiamata anche la rete di supporto che sta lavorando sul territorio: squadre di volontari della Protezione civile, Calabria Verde, Consorzio di Bonifica e «tanti giovani» arrivati da diverse zone della Calabria per dare una mano. La linea resta quella della continuità: «andremo avanti fino a quando i Laghi di Sibari torneranno ad essere quello che erano», sottolinea il sindaco di Cassano all’Ionio.
Sul fronte istituzionale, viene ricordato l’incontro avvenuto in mattinata con il Capo nazionale del Dipartimento di Protezione civile Fabio Ciciliano e con il presidente della Regione Calabria Roberto Occhiuto. In quell’occasione, si legge, è stata avanzata la richiesta di un piano speciale per la messa in sicurezza del Crati e della «certezza di ristori», a partire dalle attività produttive dell’agricoltura e del turismo, ma anche per le famiglie colpite. E la chiusura torna a essere un appello alla comunità: «No, non ci arrendiamo e andiamo avanti. Spero possiate fare altrettanto voi insieme a noi» conclude Iacobini.

