La Guardia di Finanza di Cosenza ha svolto due anni attività per l’accertamento di un’associazione per delinquere finalizzata alla evasione fiscale, mediante dichiarazioni infedeli, che sarebbe stata organizzata da consulenti fiscali e commercialisti che, in collaborazione con una società inglese, avrebbero consentito a un migliaio di aziende straniere operanti in Italia mediante commercio on line soprattutto sulla piattaforma Amazon, la evasione di oltre trenta milioni di euro.

I professionisti avrebbero utilizzato la figura giuridica del rappresentante fiscale, secondo l’accusa, per mascherare operazioni di evasione. L’Ufficio di Procura di Cosenza aveva chiesto gli arresti domiciliari per tutti i professionisti, che, con i loro legali, Nicola Rendace, Giovanni Cirio e Roberto Le Pera, si sono difesi nel corso dell’interrogatorio preventivo dinanzi al Gip di Cosenza, contrapponendo, alla tesi della Guardia di Finanza, una mole di documentazione a sostegno della legittimità dell’attività resa; all’esito dell’interrogatorio la richiesta di arresti domiciliari è stata rigettata e il Gip ha applicato la interdizione per mesi 6 dalle rispettive professioni mentre per un indagata che ha svolto l’attività di legale rappresentante di una società nessuna misura, seppur richiesta, è stata applicata.