Davanti al gup di Catanzaro, tutti gli imputati del procedimento sull’omicidio di Massimo Speranza, alias “il Brasiliano”, hanno scelto il rito abbreviato. La decisione è stata formalizzata nella giornata odierna, al termine della prima fase dell’udienza preliminare, aperta con il deposito – da parte della Dda – del verbale del collaboratore di giustizia Luigi Berlingieri.

È proprio sulle dichiarazioni del pentito che si è concentrato l’avvio dell’udienza: Berlingieri, per la parte leggibile di un verbale in larga parte omissato, indica Giovanni Abruzzese, alias “u Cinese”, come presunto mandante del delitto. Un passaggio che, nelle scorse ore, aveva già spinto le difese a chiedere un termine per valutare la strategia processuale e contestare l’assenza di riscontri, sostenendo che allo stato si tratterebbe di un racconto isolato.

Il procedimento e le contestazioni della Dda

Il fascicolo riguarda Giovanni Abruzzese, Armando Abbruzzese (alias “Andrea” o “Siccia Niura”), Rocco Azzaro e Ciro Nigro (collaboratore di giustizia), tutti detenuti per altra causa. Negli atti vengono indicati anche due soggetti deceduti, ritenuti concorrenti nel delitto: uno di questi, secondo l’impostazione accusatoria, sarebbe l’esecutore materiale.

Per gli imputati la Procura contesta un omicidio aggravato dal metodo mafioso, con la finalità – secondo l’accusa – di agevolare l’associazione ’ndranghetista degli “zingari” di Cosenza e tutelarne l’operatività eliminando un soggetto ritenuto potenziale delatore. Tra le aggravanti richiamate figurano anche la premeditazione e il numero dei concorrenti, indicato come superiore a cinque.

La ricostruzione: adescamento, esecuzione e “lupara bianca”

Secondo la ricostruzione della Dda, Speranza sarebbe stato eliminato perché ritenuto vicino a un’attività di “prendi e porta”, cioè la trasmissione di informazioni riservate sul gruppo degli “zingari” a soggetti ricondotti al fronte rivale degli “italiani”.

La vittima – nell’impianto accusatorio – sarebbe stata attirata con un pretesto prima in un bar della zona di Lauropoli e poi in un altro esercizio commerciale ad Apollinara, per essere quindi condotta in un’abitazione nella disponibilità di uno dei due concorrenti poi deceduti, a San Demetrio Corone. Qui il “Brasiliano” sarebbe stato ucciso con due colpi di pistola esplosi a bruciapelo alla testa. Subito dopo, il corpo sarebbe stato occultato con modalità ricondotte alla “lupara bianca”, seppellendolo in una buca scavata in un boschetto adiacente, a circa venti metri dall’abitazione.

Le posizioni stralciate e il quadro rimodulato

Nel procedimento risultano già stralciate le posizioni di Luigi Bevilacqua (detto “Gino”) e Fioravante Abbruzzese (alias “Banana”), usciti dal perimetro dell’avviso di conclusione indagini dopo una fase iniziale e cautelare in cui, secondo quanto riportato, alcune posizioni sarebbero state rimodulate.

Nel collegio difensivo figurano gli avvocati Giorgia Greco, Antonio Quintieri, Enzo Belvedere, Simoe Preite, Francesco Oranges, Filippo Cinnante, Cesare Badolato e Vitaliano Leone.