La Corte d’Appello di Catanzaro ha sostituito la custodia cautelare in carcere con gli arresti domiciliari nei confronti di Carlo Drago, imputato nel processo Reset. La misura dovrà essere eseguita in un’abitazione situata fuori dalla Calabria e sarà accompagnata dall’applicazione del braccialetto elettronico.

L’ordinanza è stata emessa il 20 luglio 2026 dalla seconda sezione penale della Corte d’Appello, presieduta da Maria Rosaria Di Girolamo, con relatore il consigliere Giovanna Mastroianni.

Il collegio ha accolto l’istanza presentata dagli avvocati Cesare Badolato e Francesco Santelli, difensori dell’imputato. Sulla richiesta il procuratore generale aveva espresso parere favorevole.

Prima di assumere la decisione, i giudici hanno valutato anche le informazioni trasmesse il 18 luglio dai carabinieri in servizio fuori regione, relative alla sistemazione indicata per l’esecuzione della misura domiciliare.

Detenuto dal primo settembre 2022

Nelle motivazioni, la Corte richiama la durata della custodia cautelare già sofferta da Drago, detenuto per il procedimento Reset dal primo settembre 2022.

Il collegio ha preso in considerazione il periodo trascorso in carcere, il ruolo contestato all’imputato nell’ambito della vicenda processuale e gli effetti derivanti dalla condanna pronunciata nel giudizio di primo grado.

Alla luce di questi elementi, la Corte ha ritenuto che la permanenza in carcere non rappresenti più, allo stato, la misura maggiormente proporzionata rispetto alle esigenze cautelari ancora considerate esistenti.

I giudici hanno invece valutato come adeguati gli arresti domiciliari, accompagnati dalle prescrizioni stabilite e dal controllo elettronico.