Il Tribunale ha anticipato l'udienza finale a questa settimana per stringere i tempi del percorso giudiziario. Nella tragedia del 20 agosto 2018 morirono 10 persone
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È il giorno della verità per una delle pagine più drammatiche della cronaca calabrese recente. Oggi, venerdì 22 maggio, il Tribunale collegiale di Castrovillari si pronuncerà in merito al processo di primo grado sulla tragedia del Raganello, l'improvvisa ondata di piena che il 20 agosto 2018 travolse escursionisti e guide all'interno delle celebri gole nel territorio di Civita (Cosenza), provocando 10 morti (nove turisti e una guida) e 11 feriti. La decisione dei giudici era inizialmente attesa per il 18 settembre ma il Tribunale ha deciso di anticipare l'udienza finale al 22 maggio, accelerando i tempi di un percorso giudiziario lungo e doloroso.
Nel corso della requisitoria tenutasi nell'ottobre dello scorso anno, il Pubblico Ministero Veronica Rizzano ha formulato dure richieste di condanna per gli imputati, accusati a vario titolo di omicidio colposo plurimo, lesioni colpose e omissione di atti d'ufficio. Tra questi Alessandro Tocci (Sindaco di Civita). Il PM ha richiesto per lui una condanna a 9 anni di reclusione, individuando, secondo la propria tesi, precise responsabilità di natura omissiva in merito alla mancata prevenzione, all'assenza di piani di emergenza adeguati e alla mancata chiusura o limitazione dell'accesso al sito nonostante le allerte meteo. Per Giovanni Vangieri, l'accusa ha chiesto una condanna a 8 anni di carcere per le presunte responsabilità legate all'organizzazione delle escursioni e all'accompagnamento dei turisti in condizioni di palese rischio.
Richieste di condanna più lievi (tra gli 8 mesi e 1 anno) sono state avanzate per Antonio Cersosimo (sindaco di San Lorenzo Bellizzi) e per gli ex sindaci Franco Bettarini e Antonio Carlomagno. Chiesta l’assoluzione per Marco Massaro.
Nell’ultima udienza, le arringhe difensive hanno puntato con forza sulla tesi dell'assoluta imprevedibilità della calamità naturale. Gli avvocati dei principali imputati, (Franzese, Belvedere, Laghi e Rosa) in particolare i legali del sindaco Tocci, hanno sottolineato come l'ondata di piena sia stata generata da un "flash flood" (un'alluvione lampo) causata da un temporale violentissimo e localizzato a monte della catena montuosa, difficilmente intercettabile o prevedibile con i sistemi di allertamento standard a disposizione dei piccoli comuni. La difesa ha inoltre richiamato la complessità normativa legata alla gestione della riserva naturale delle Gole del Raganello, istituita con decreto ministeriale nel 1987, circa le responsabilità dirette degli amministratori locali sull'area.
Mentre le famiglie delle vittime attendono, le Gole del Raganello restano ancora sotto sequestro giudiziario, a testimonianza di una ferita aperta che ha profondamente segnato non solo la comunità di Civita, ma l'intero comparto del turismo naturalistico e del torrentismo in Italia. Venerdì, nell'aula del Tribunale di Castrovillari, si scriverà il primo, fondamentale capitolo giudiziario di questa drammatica vicenda.



