Un postino originario di Rose si è trasformato in un eroe grazie a un intervento rapido che ha permesso di salvare la vita a un’anziana di 84 anni rimasta bloccata nella propria abitazione durante un principio d’incendio. Protagonista della vicenda è Rocco Guarnieri, 33 anni, dipendente di Poste Italiane in servizio a Brescia, che durante il consueto giro di consegna della corrispondenza ha notato qualcosa di insolito. La donna, infatti, non aveva risposto al citofono come era solita fare ogni giorno.

Un dettaglio che ha spinto il portalettere ad approfondire la situazione. Dopo aver percepito un forte odore di bruciato provenire dall’abitazione, Guarnieri ha immediatamente lanciato l’allarme e si è attivato per verificare quanto stesse accadendo. La sua prontezza, unita al tempestivo intervento dei Vigili del Fuoco, ha consentito di mettere in sicurezza l’anziana e di evitare che le fiamme si estendessero all’intero edificio.

Rocco, lei quando ha capito che non si trattava di una normale mancata risposta alla consegna della posta, ma che poteva esserci una situazione di grave pericolo?
«Nel momento in cui la signora non mi rispondeva. La cosa è stata un po' insolita perché normalmente lo fa con solerzia. Nel frattempo ho avvertito un forte odore di plastica bruciata ed insieme ad un'altra condomina abbiamo aperto un piccolo cancello. Quando abbiamo visto uscire del fumo nero e le fiamme, era chiaro che qualcosa non andasse per il verso giusto. La situazione era di grave pericolo».

Quali sono stati i pensieri e le emozioni che ha provato nei minuti in cui ha sentito l’odore di bruciato e ha deciso di chiamare i Vigili del Fuoco?
«In quel frangente non c'era tempo di pensare o di farsi prendere dal panico. Si agisce d'istinto. Dopo aver allertato ovviamente i Vigili del fuoco e sentito la voce della signora che chiedeva aiuto, mi sono precipitato ad aprire anche il secondo cancelletto così da raggiungerla».

Come stava la signora? 
«L’ho trovata in uno stato confusionale. Osservando l’incendio, ho capito che non si poteva spegnere in sicurezza, così la mia priorità è stata limitare i danni e mettere in salvo l’anziana. Seguendo le istruzioni dei Vigili del fuoco, ho avvisato anche gli altri condomini».

Lei ha detto di non considerarsi un eroe. Quanto conta, nel lavoro di portalettere, conoscere le persone e prestare attenzione alle loro abitudini quotidiane?
«Nel nostro lavoro bisogna prestare molta attenzione alle abitudini delle persone, ad esempio capisci già da piccoli dettagli quando un cliente sta arrivando e non si trova a casa. Noi portalettere siamo parte integrante della comunità, viviamo ogni giorno il territorio, conosciamo le persone e notiamo mille dettagli. Per questo spesso siamo tra i primi ad accorgerci quando c'è qualcosa di insolito».

Ha avuto modo di incontrare o sentire l’anziana signora dopo il salvataggio? Che cosa vi siete detti? 
«Non ho ancora avuto modo di rivederla e sentirla perché, da quanto ne so, è stata subito affidata ai familiari. La cucina era diventata inagibile, ma la signora mi ha ringraziato più volte anche dall'ambulanza mentre veniva soccorsa. Qualcuno mi ha definito eroe, ma io ho semplicemente fatto quello che andava fatto in quel momento».

Questa esperienza ha cambiato in qualche modo il suo modo di vivere il lavoro e il rapporto con la comunità che serve ogni giorno?
«No, semmai ha rafforzato ciò in cui ho sempre creduto: valori semplici e profondi trasmessi dai miei genitori e dai miei nonni. Soprattutto da mio nonno che oggi non c'è più e del quale porto il nome suo con grande orgoglio. Siamo cresciuti in una grande famiglia, numerosa, dove ci siamo sempre aiutati a vicenda. Fin da piccoli ci hanno insegnato a tendere una mano a chi ha bisogno di aiuto. Ecco, durante l’incendio ho semplicemente messo in pratica ciò che mi è stato insegnato».