Domani, in tribunale a Cosenza, è in programma la requisitoria della Procura sul caso del rapimento della piccola Sofia, la neonata prelevata la sera del 21 gennaio 2025 dalla clinica “Sacro Cuore”. Imputata di sequestro di persona è Rosa Vespa, a processo con rito abbreviato.

Secondo la ricostruzione, Vespa sarebbe entrata nella stanza fingendosi un’operatrice sanitaria e avrebbe preso la bambina mentre era nella culla, accanto alla madre e ai familiari. Subito dopo si sarebbe diretta al piano terra, dove ad attenderla c’era il marito Moses Omogo. La sua posizione, secondo quanto riferito, sarebbe destinata all’archiviazione: l’uomo, di origini africane, sarebbe risultato inconsapevole del piano della moglie e – anche alla luce delle immagini di sorveglianza – avrebbe atteso Vespa credendo che in braccio avesse il piccolo “Ansel”.

La donna, secondo quanto emerso, avrebbe ingannato anche persone a lei vicine: nelle chat WhatsApp di famiglia inviava audio e foto facendo credere di essere ricoverata nella struttura privata, mentre in realtà si trovava in un hotel cittadino a pochi metri da corso Mazzini.

La vicenda si è conclusa con l’intervento della polizia: gli agenti della Questura di Cosenza hanno rintracciato la neonata e l’hanno riportata ai genitori. Rosa Vespa è stata arrestata e ha trascorso un periodo in carcere, prima che il gip di Cosenza disponesse per lei la misura degli arresti domiciliari.

Nel procedimento è stata disposta una perizia psichiatrica dal gup Letizia Benigno, che ha escluso l’incapacità di intendere e di volere al momento del fatto. Sulla base degli atti d’indagine, la Procura – rappresentata dal pubblico ministero Antonio Bruno Tridico – formulerà domani le proprie richieste.

Dopo la requisitoria, prenderanno la parola le parti civili, costituite con gli avvocati Paolo Pisani, Natasha Gardi, Chiara Penna e Giorgio Loccisano. Quindi toccherà alla difesa di Rosa Vespa, affidata agli avvocati Gianluca Garritano e Teresa Gallucci.