Blitz di carabinieri e Polizia Penitenziaria, indagati riconducibili a 7 clan di camorra. Telefoni in negli istituti di pena per governare il business. Contestati anche estorsione, lesioni e violenza privata
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Dall'alba di oggi, i Carabinieri del Nucleo Operativo di Napoli Bagnoli, insieme a personale del Nucleo Investigativo Centrale di Polizia Penitenziaria, stanno eseguendo una misura cautelare emessa dal gip di Napoli, su richiesta della Dda partenopea, nei confronti di 9 persone.
Gli indagati - domiciliati e ristretti nelle province di Napoli, Siracusa, Catania, L'Aquila, Cosenza e Rovigo - sono gravemente indiziate di accesso indebito a dispositivi idonei alla comunicazione da parte di soggetti detenuti, traffico di stupefacenti, estorsione, lesioni, violenza privata, violenza per costringere a commettere un reato.
I reati sono aggravati dal metodo e dalla finalità di agevolare, a vario titolo, le organizzazioni camorristiche denominate clan Mazzarella, D'Amico, Troncone, Ferrara-Cacciapuoti, Gionta, Avventurato e De Luca Bossa Minichini. I dettagli dell'operazione saranno resi noti nel corso di una conferenza stampa che il Procuratore della Repubblica di Napoli terrà, presso gli uffici della Procura, alle ore 10.

