Quattro giovani, di età compresa tra i 18 e i 24 anni, tutti originari di Catania, sono stati arrestati con l’accusa di truffa aggravata ai danni di una donna di 93 anni residente a Castrovillari. I quattro erano stati bloccati nei giorni scorsi ad Acri, lungo la statale 660, nei pressi della Basilica di Sant’Angelo, nell’ambito di un’operazione condotta dai carabinieri con il supporto della polizia locale di Acri. I 2.000 euro sottratti all’anziana sono stati recuperati e restituiti alla vittima.

La vicenda è iniziata con una telefonata alla novantatreenne da parte di un uomo che, fingendosi il nipote, le aveva chiesto denaro per saldare un debito. Il sedicente familiare aveva anche annunciato l’arrivo di un conoscente incaricato di ritirare i contanti. Poco dopo, un giovane si è presentato alla porta dell’anziana, riuscendo a farsi consegnare 2.000 euro. A far emergere il raggiro è stato un vicino di casa, insospettitosi dopo aver visto lo sconosciuto contare frettolosamente il denaro. L’uomo ha avvisato il vero nipote della donna, facendo così saltare la messinscena. Il giovane, vistosi scoperto, è fuggito a piedi per poi raggiungere un’automobile parcheggiata nelle vicinanze, sulla quale si è allontanato insieme agli altri occupanti. L’allarme al numero di emergenza 112 ha fatto scattare le ricerche da parte dei carabinieri della Compagnia di Castrovillari. L’analisi delle immagini dei sistemi di videosorveglianza ha consentito agli investigatori di individuare il veicolo e risalire alla targa.

Le ricerche si sono quindi estese ai territori limitrofi, fino all’intervento ad Acri, dove i militari della locale Stazione, con il supporto della polizia locale, hanno intercettato e bloccato l’automobile. I quattro occupanti sono stati identificati e sottoposti a perquisizioni personali e del veicolo, nel corso delle quali è stata recuperata l’intera somma di denaro. Il controllo dell’auto era già emerso nelle cronache locali dell’11 ottobre, quando i quattro erano stati fermati lungo la statale 660 e accompagnati in caserma per gli accertamenti. L’intervento aveva visto la collaborazione tra carabinieri e polizia locale di Acri. Al termine dell’udienza di convalida, il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Castrovillari ha disposto per tutti e quattro la custodia cautelare in carcere, ritenendo sussistenti gravi indizi di colpevolezza per il reato contestato.