«È andata bene, l’importante è non aver causato danni ad altre persone». È ancora scosso Maurizio Di Malta, mentre guarda gli incaricati recuperare dal fiume Acchio i rottami dell’aereo su cui volava fino a poco prima. Di Malta è il pilota dell’ultraleggero, un biposto modello P92 Tecnam, che ieri mattina, intorno a mezzogiorno, è precipitato sulla spiaggia di Grisolia Lido, finendo dentro agli argini del fiume che segna il confine con Cirella di Diamante. Ma nonostante il forte boato e l’impatto violento, per lui e per il suo co-pilota Andrea Gemma le conseguenze sono state solo un grande spavento. Nessun altro è rimasto ferito, nemmeno le persone che in quel momento si trovavano sulla spiaggia intenzionate a trascorrere la Pasquetta in riva al mare.

Cosa è accaduto

Il velivolo era partito dalla Sicilia ed era diretto verso la costa tirrenica cosentina, con destinazione Scalea, dov’era stata prevista la sosta per il rifornimento del carburante. Ma una volta giunto nei cieli di Diamante, il piccolo aereo biposto ha iniziato a manifestare problemi tecnici: il motore si sarebbe spento all’improvviso.

Di Malta avrebbe tentato più volte di riavviarlo, senza successo. Il mezzo, quindi, avrebbe cominciato a perdere rapidamente quota, fino a precipitare, nel giro di una manciata di secondi.

I primi ad arrivare sul posto, allertati dal rumore dello schianto, si sono trovati innanzi a una scena drammatica. La punta dell’aereo era scomparsa dentro agli argini del fiume Acchio e si è temuto il peggio. Invece, per fortuna, Di Malta e Gemma sono usciti dall’abitacolo sulle loro gambe, provati per il forte spavento, ma illesi.

Il racconto del pilota

Il pilota ha raccontato i momenti concitati che hanno preceduto l’impatto: «Quando siamo arrivati sulla costa il motore non ha più funzionato. Ho provato più volte a riavviarlo, ma non c’è stato nulla da fare. A quel punto ho fatto quello che ci insegnano: mettere l’aereo in sicurezza, spegnere i magneti e chiudere la benzina per evitare incendi».

A bordo c’erano ancora circa 45 litri di carburante, circostanza che avrebbe potuto rendere l’impatto molto più pericoloso. «Abbiamo cercato di gestire la planata, ma alla fine l’aereo è sceso. È andata bene, ringrazio Dio: né io né il mio co-pilota abbiamo riportato ferite e soprattutto non ci sono stati danni ad altre persone».

L’aereo, già rimosso dal fiume, è stato trasferito in un deposito, dove verranno effettuate tutte le verifiche tecniche per chiarire le cause del guasto.

I soccorsi

L’arrivo dei soccorritori è stato immediato. Tra coloro che sono giunti sul posto, i vigili del fuoco del distaccamento di Scalea, che hanno provveduto a mettere in sicurezza il velivolo e l’area. Sul luogo dell’incidente sono arrivati anche i carabinieri, che hanno avviato le indagini per ricostruire l’esatta dinamica dell’incidente, e Alberto Ortolani, esperto di voli ed ex gestore dell’aviosuperficie di Scalea, che ha coordinato gli aiuti.