La questione era stata posta dall'avvocato Morcavallo durante il procedimento che si sta tenendo presso la Corte dei Conti per il dissesto del 2019 a Cosenza. In caso di condanna i due consiglieri regionali rischiano la decadenza dalla carica
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C'è una pronuncia che fa tremare la Cittadella. E' la sentenza n. 84/2026 della Corte costituzionale in cui viene respinta l'eccezione di incostituzionalità dell'articolo 248 del Tuel (testo unico enti locali) laddove prevede dieci anni di incandidabilità per gli amministratori che si sono resi protagonisti del dissesto dell'ente amministrato.
L'eccezione era stata avanzata dal noto amministrativista cosentino, Oreste Morcavallo , nel corso del giudizio davanti la Corte dei Conti calabrese sul dissesto dei Comuni di Cosenza e Castrovillari risalente al 2019 . Secondo l'avvocato questa norma è incostituzionale sia perché l'incandidabilità per dieci anni è decisamente un arco temporale troppo lungo, sia perché la sanzione è uguale per tutti gli amministratori senza alcun distinguo fra ruoli e responsabilità nel dissesto. La Corte dei conti calabrese aveva ritenuto fondati i rilievi dell'avvocato Morcavallo, investendo della questione la Consulta.
La Corte costituzionale, pur riconoscendo valide alcune osservazioni, e in particolare la sproporzione di una misura fissa che non distingue le singole responsabilità, ha negato che la norma sia incostituzionale. Pur riconoscendo, quindi, che la sanzione di dieci anni può “sembrare effettivamente sproporzionata”, ha ribadito che non spetta ad essa intervenire sul punto ma al legislatore. Dovrà essere quindi il Parlamento, eventualmente, a modificare l'articolo del Testo unico degli enti locali. Secondo il comma 5 dell'art. 248 del TUEL, gli amministratori che causano il dissesto finanziario di un comune, provincia o altro ente non possono, per un periodo di dieci anni svolgere il ruolo di consigliere comunale, assessore, sindaco, presidente o consigliere della provincia, consigliere o assessore regionale, presidente della Giunta regionale, parlamentare nazionale ed europeo.
La norma resta in vigore e la palla passa quindi nuovamente alla Corte dei Conti che dovrà pronunciarsi in merito al dissesto di Cosenza. Un'eventuale condanna avrà pesanti conseguenze politiche. Nel giudizio dinanzi ai giudici amministrativi compaiono infatti d ue consiglieri regionali all'epoca assessori della giunta a Palazzo dei Bruzi di Mario Occhiuto. In particolare sono Francesco De Cicco e Rosaria Succurro. L'ex presidente della Provincia di Cosenza è in predicato di diventare anche assessore o sottosegretario alla Regione, mentre il consigliere regionale, secondo alcuni, potrebbe candidarsi a sindaco di Cosenza alle amministrative della primavera prossima.
Se dovessero arrivare una condanna dalla Corte dei Conti invece entrambi decadono dal ruolo di consigliere regionale e risulteranno incandidabili per i prossimi dieci anni.

