Si è spento Alessandro Sicilia, conosciuto da tutti come Lisandro, poeta, scrittore e intellettuale calabrese che nel corso della sua vita ha attraversato la letteratura, la ricerca e la riflessione filosofica con una produzione ampia e originale.

Alessandro Sicilia era nato a Rende, in provincia di Cosenza, ai piedi della Sila, terra che ha rappresentato spesso un riferimento simbolico e culturale nella sua scrittura. La sua produzione letteraria si sviluppa nell’arco di diversi decenni, con opere che spaziano dalla poesia alla riflessione linguistica e filosofica, spesso pubblicate in ambito universitario e in centri di studio e ricerca.

Tra le sue opere si ricordano Le terze cose (1963), Forse angolo (1967), Non c’è posto per meno jota (1985), L’alfabeto non sa scrivere, pubblicato dalla Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Napoli, Federico II (1998), Trapianto di parole (2003), Digitale omologato (2005), Teorema fittizio Dio (2009) e Pagine fuori testo (2014).

La sua scrittura è stata spesso caratterizzata da una forte attenzione al linguaggio, alla parola e alla struttura del pensiero, con una poesia che si muove tra sperimentazione linguistica, filosofia e riflessione esistenziale. Lisandro ha rappresentato una figura appartata ma significativa nel panorama culturale calabrese, legata al mondo universitario e alla ricerca letteraria.

Con la sua scomparsa, la Calabria perde una voce colta e originale, un autore che ha dedicato la sua vita alla parola e alla riflessione, costruendo nel tempo un percorso letterario coerente e personale.