A Cuti, nel comune di Figline Vegliaturo, il tempo abbraccia la bellezza e segue il ritmo della lentezza. Luoghi in cui si respira l’anima di una terra, la Calabria, fatta di profumi e tradizioni genuine. L’arte contadina dei paesi collinari ha rappresentato, per molti anni, un punto di riferimento anche per la città di Cosenza. Valori e tradizioni che il Panificio di Cuti custodisce ancora oggi, attivo dal 1985. Un’attività che rinnova costantemente la propria produzione, caratterizzata da sofisticate tecniche di cottura a legna, materie prime di altissima qualità, grani italiani e un approvvigionamento sostenibile delle risorse del territorio.

Tra gli angoli suggestivi del Museo del Pane di Cuti — nato dall’idea di Antonio Alessio, contitolare dell’omonimo panificio, e di sua moglie Pina Oliveri — nel pomeriggio del 10 maggio si è tenuta la presentazione del libro «Nuvole abusive» dello scrittore calabrese Fiorenzo Pantusa, edito da Vintura Edizioni.

L’incontro rientra nella rassegna letteraria “Le briciole di libri”, promossa dal Museo del Pane di Cuti: un appuntamento culturale che, nel corso degli anni, è diventato un importante momento di incontro e condivisione per il territorio cosentino, coinvolgendo artisti, autori e appassionati di cultura. A curare gli eventi della rassegna è Pina Oliveri, direttrice del museo, da sempre impegnata nella valorizzazione della cultura e delle tradizioni locali. Tra i relatori dell’evento, la stessa Oliveri ha illustrato i temi centrali del libro e lo stile letterario dell’autore: un’opera che racconta la Calabria, il valore dei piccoli paesi e il dramma dello spopolamento, ma anche l’importanza delle storie umane e la capacità di guardare alla vita con autentico ottimismo. Presente anche l’artista e docente Vito Scrivano, che con sensibilità e cura ha contribuito a dare voce alle vicende di uomini, donne e paesi protagonisti del libro. Accanto a lui, l’autore di LaC News24 Battista Bruno, il quale ha sottolineato l’importanza di sviluppare nuovi anticorpi culturali e sociali per custodire e valorizzare le tradizioni e le eccellenze calabresi, a partire dalla cultura del bello e dalla forza delle nuove generazioni. A chiudere l’incontro, l’autore Fiorenzo Pantusa, che ha offerto al pubblico un lavoro editoriale intenso, ricco di emozioni, sentimenti e vite vissute. Le storie raccontate diventano così «nuvole» in continuo cammino, alla ricerca di una voce, di un destino e di una memoria da custodire. Pantusa ha ricordato la forza e il coraggio della parola, affermando che «la parola è il vero mago della storia dell’uomo. Ogni vita può essere vissuta in un solo modo, ma attraverso la parola può essere raccontata in mille modi diversi». Il pubblico, attento e partecipe, ha reso l’evento profondamente coinvolgente. La forza del Museo del Pane di Cuti — riconosciuto negli ultimi anni come “Museo d’impresa” tra le più importanti eccellenze calabresi — vive nella passione di chi ne custodisce l’identità, dei suoi lavoratori e di quanti scelgono di visitarlo, riscoprendo l’arte del pane nel segno della tradizione, della memoria e del desiderio di assaporare il gusto autentico della vita.