Presentato il cartellone che accompagnerà il pubblico fino alla primavera. Tutti gli spettacoli saranno ospitati al Teatro Auditorium dell’Unical. Principe: «La cultura produce ricchezza e prospettive per i giovani»
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Non più un grande evento concentrato in poche settimane, ma un progetto culturale capace di accompagnare la città durante tutto l’anno. È questa la traiettoria indicata questa mattina al Teatro Auditorium dell’Università della Calabria, dove è stata presentata la nuova edizione del Rende Teatro Festival, naturale prosecuzione di un Settembre Rendese che nell’ultima edizione ha registrato una forte partecipazione di pubblico.
Una stagione che rafforza soprattutto il rapporto tra Comune di Rende e Università della Calabria, scegliendo proprio il TAU come casa del cartellone 2026-2027. Alla conferenza stampa, moderata dal direttore del TAU Fabio Vincenzi, hanno partecipato il sindaco di Rende Sandro Principe, il rettore dell’Unical Gianluigi Greco, il vicesindaco Fabio Liparoti e Alfredo De Luca, direttore artistico del Settembre Rendese e del Rende Teatro Festival. In prima fila Veronica Stellato, assessore alle Attività Produttive.
Principe: «Rende è una città di cultura»
Per il sindaco Sandro Principe il punto di partenza è la vocazione culturale della città, che deve però essere sostenuta da proposte capaci di mantenere alta la qualità. «Rende è una città di cultura e oggi è una giornata nella quale si parla di cultura. L’importante è non confonderla con cose che evito di definire: deve essere cultura vera», ha detto il primo cittadino.
Una cultura che, nella visione di Principe, attraversa teatro, musica e arte fino ad arrivare ai grandi processi dell’innovazione scientifica. «La 61esima edizione del Settembre Rendese è stata una prova dell’attenzione della città alla cultura. Siamo a livelli altissimi e la cultura produce ricchezza e prospettive per i giovani».
Il sindaco ha quindi allargato il ragionamento alla collaborazione con l’Università e alle prospettive di sviluppo del territorio. «Sono accanto al rettore Greco, che è un luminare dell’intelligenza artificiale. L’Unical è una stella che brilla in un firmamento spesso opaco. Rende è stata tra i primi territori a credere nell’informatica e oggi Università e città sono insieme in trincea». L’obiettivo, ha spiegato, è creare le condizioni perché le competenze formate all’Università possano restare sul territorio.
«Il sogno che condividiamo con il rettore è portare qui aziende innovative perché i ragazzi talentuosi possano restare. Stiamo lavorando anche sul tema della casa e, con il vicesindaco Liparoti, valutando premialità per chi affitta o vende agli studenti. Siamo in marcia».
Greco: «L’Unical vuole essere parte della città»
Lo stesso concetto è stato ripreso dal rettore Gianluigi Greco, che ha rivendicato la scelta dell’Università di uscire dai propri confini fisici e diventare parte attiva della vita culturale e sociale di Rende. «Volevo essere qui accanto al sindaco proprio per dimostrare come l’Unical si senta parte di Rende e voglia lavorare insieme alla città. Tante idee stanno prendendo forma e ci confrontiamo spesso, perché c’è bisogno dell’Università nella città».
Greco ha sottolineato il lavoro di squadra costruito anche intorno alla programmazione teatrale, ringraziando Alfredo De Luca e chi ha collaborato alla definizione del cartellone. «Avrebbe potuto organizzare la stagione pensando semplicemente a fare cassa, invece ha scelto di sedersi al tavolo con noi per calibrare le scelte, parlare al grande pubblico e far passare determinati messaggi. Se in un cartellone trovo uno spettacolo di Eduardo De Filippo, capisco che la direzione è quella giusta».
Il riferimento è a Il Sindaco del Rione Sanità, uno dei titoli più prestigiosi della nuova stagione, con Geppy Gleijeses. Il rettore ha ricordato anche il contributo del CAMS e di Francesco Raiola, sottolineando la volontà di utilizzare il TAU anche come vetrina per artisti e realtà che più difficilmente riuscirebbero a raggiungere un pubblico ampio.
E la rete, ha aggiunto, dovrà comprendere anche le altre esperienze teatrali del territorio: «Sono vicino anche al PTU, che sta facendo una bella stagione. Dobbiamo ragionare come parti della stessa rete».
Dalla cultura all’innovazione: «Creare le condizioni per restare»
Il ragionamento di Greco si è poi spostato sull’impatto che cultura, Università e innovazione possono produrre anche sul piano economico. Dopo il successo del Settembre Rendese e di eventi capaci di richiamare migliaia di persone – il rettore ha ricordato in particolare il concerto di Carl Brave – la sfida è trasformare la capacità attrattiva in una politica stabile.
«Stiamo lavorando a un grande progetto sull’innovazione e all’arrivo sul territorio di aziende che porteranno qui i propri programmi. Poi dovremo fare in modo che quelle imprese abbiano interesse a rimanere». «In Calabria le cose si possono fare, e si possono fare ai massimi livelli. Ma ognuno deve fare la propria parte», ha concluso Greco.
Liparoti: «Dare continuità al Settembre Rendese»
Per il vicesindaco Fabio Liparoti, il Rende Teatro Festival rappresenta proprio lo strumento attraverso il quale evitare che la grande partecipazione registrata durante il Settembre Rendese resti confinata a un momento episodico. «Il Rende Teatro Festival è quasi una continuazione del Settembre Rendese. L’obiettivo è non disperdere i segmenti di partecipazione costruiti durante quei quindici giorni, perché tutto questo non diventi effimero ma abbia continuità».
Liparoti ha ricordato il successo degli appuntamenti teatrali e culturali inseriti nella manifestazione estiva, dalla sezione dedicata a Federico II agli omaggi a Monicelli e De Filippo. «In tutti questi eventi abbiamo registrato il tutto esaurito. È la dimostrazione che esiste una forte domanda di cultura. Finisce il Settembre Rendese e comincia il Rende Teatro Festival».
De Luca: «Il difficile non è costruire una rassegna, ma farla durare»
La continuità è stata anche la parola chiave dell’intervento di Alfredo De Luca. «Abbiamo esaudito un desiderio del sindaco: prolungare idealmente il Settembre Rendese per tutto l’anno». Ma costruire una stagione, ha osservato il direttore artistico, non significa semplicemente mettere insieme una serie di nomi. «In Calabria a volte è facile costruire una rassegna e bastano un paio di giorni per distruggerla. Il vero problema è dare continuità a una programmazione. Una squadra di calcio può vincere una volta; il difficile è continuare a vincere negli anni».
Da qui la scelta di puntare su una stagione capace di affiancare teatro popolare e prosa, interpreti molto conosciuti e titoli della grande tradizione. «Vogliamo soprattutto aprire il TAU, il Teatro Auditorium dell’Unical, a tutti», ha spiegato De Luca.
Da Paolantoni a Eduardo, fino a Luca Ward e Biagio Izzo
Il cartellone si svilupperà tra ottobre 2026 e aprile 2027. Tra i protagonisti figurano Francesco Paolantoni, Carlo Buccirosso, Geppy Gleijeses con Il Sindaco del Rione Sanità, Francesco Di Leva e Adriano Pantaleo, Simona Cavallari, Luca Ward, Gianluca Guidi e Biagio Izzo. La stagione principale conta otto appuntamenti, tutti al Teatro Auditorium dell’Università della Calabria.
I biglietti saranno a prezzi stracciati esclusivamente per l’università che ha contribuito per permettere a tutti di poter acquistare ticket a prezzi calmierati. Un programma che prova quindi a trasformare la collaborazione istituzionale tra Rende e l’Unical in un progetto culturale stabile: dal Settembre Rendese alla stagione teatrale, fino alle strategie sull’innovazione e sull’attrazione di nuove imprese.

