Il sindacato attende risposte nell’incontro del 28 luglio su turni, indennità, part-time, progressioni e organizzazione dei servizi
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Sciopero e mobilitazione potrebbero diventare i prossimi strumenti della vertenza aperta dai lavoratori del ramo pubblico di Azienda Calabria Verde. La Cisl Funzione Pubblica Calabria annuncia l’intenzione di attivare tutte le iniziative previste dal sistema delle relazioni sindacali qualora l’incontro della delegazione trattante, convocato per il 28 luglio 2026, non produca risposte concrete.
Al centro della protesta ci sono il rispetto delle sentenze e dei contratti collettivi, l’integrazione dell’orario per il personale part-time, il riconoscimento delle professionalità, il pagamento di indennità e benefici economici arretrati e una maggiore programmazione delle attività.
Il sindacato accusa la Direzione generale dell’azienda di aver adottato negli anni «tattiche dilatorie», rinviando la soluzione delle diverse questioni sottoposte dai dipendenti e dalle rappresentanze dei lavoratori. Si tratta di contestazioni formulate dalla Cisl FP, sulle quali nel comunicato non è riportata la posizione della dirigenza di Calabria Verde.
Il nodo del “Servizio foci e coste 2026”
Una delle principali criticità segnalate riguarda il progetto precedentemente conosciuto come “Mare pulito” e oggi denominato “Servizio foci e coste 2026”.
Il personale della sorveglianza idraulica è impegnato nelle attività di monitoraggio e controllo dei corsi d’acqua, delle foci e delle coste calabresi, con l’obiettivo di verificare eventuali situazioni di rischio ambientale e contribuire alla tutela del mare.
Secondo la Cisl, il servizio avrebbe dovuto essere programmato già dal mese di marzo, definendo preventivamente turni, reperibilità, lavoro straordinario, prestazioni festive e gli altri istituti economici e organizzativi previsti dai contratti.
La delegazione trattante è stata invece convocata per il 28 luglio, quando le attività estive sarebbero ormai in una fase avanzata.
«Si contratterebbero e finanzierebbero istituti quali reperibilità, turnazione, straordinario, festivo e festività particolari a “Servizio foci e coste 2026” quasi concluso», sostiene il sindacato, che parla di carenza di programmazione e pianificazione.
Turni comunicati all’ultimo momento
La Cisl FP riferisce anche di indicazioni operative giudicate poco chiare, che sarebbero trasmesse ai dipendenti attraverso canali di messaggistica e con scarso preavviso.
I lavoratori, secondo quanto denunciato, non avrebbero sempre la certezza di poter usufruire del riposo domenicale o festivo e, in alcuni casi, sarebbero chiamati a prestare servizio per più fine settimana consecutivi.
Il sindacato richiama inoltre le condizioni climatiche nelle quali vengono svolti i controlli estivi, con il personale esposto alle alte temperature e ad altri fattori di rischio.
Tra le contestazioni figura anche l’assegnazione di attività che, secondo i dipendenti, non sarebbero riconducibili alle mansioni proprie del profilo professionale rivestito.
Le sentenze sul contratto delle Funzioni locali
La protesta coinvolge in particolare il personale della sorveglianza idraulica, il cui inquadramento è stato oggetto negli anni di procedimenti giudiziari.
La Cisl richiama alcune sentenze passate in giudicato del Tribunale di Catanzaro che avrebbero riconosciuto l’applicazione del Contratto collettivo nazionale delle Funzioni locali al posto di quello privatistico idraulico-forestale.
La decisione, secondo quanto riportato nel comunicato sindacale, sarebbe stata confermata anche dal Tar Calabria, che avrebbe disposto l’esecuzione del giudicato.
Nonostante questi pronunciamenti, la Cisl denuncia il permanere di problemi organizzativi e professionali, a partire da quello che viene definito un «evidente demansionamento» subito dal personale al momento dell’inquadramento nel comparto pubblico.
Il sindacato segnala inoltre una «promiscuità organizzativa e gestionale» tra il ramo pubblico e quello privato dell’ente, sia nell’organizzazione dei servizi sia nei rapporti gerarchici tra i dipendenti.
Gli ex LSU-LPU ancora con contratto a 32 ore
Un’altra questione riguarda i lavoratori provenienti dall’ex bacino LSU-LPU, successivamente stabilizzati a tempo indeterminato con un contratto part-time da 32 ore settimanali.
La Cisl chiede da tempo la trasformazione dei rapporti da part-time a tempo pieno. I dipendenti rivendicano inoltre la possibilità di accedere alle progressioni verticali verso l’area professionale superiore.
Anche per questo gruppo di lavoratori, il sindacato parla di un inquadramento non adeguato alle attività effettivamente svolte e alle competenze maturate.
Secondo la Cisl, alle reiterate richieste di aumento delle ore e valorizzazione professionale non sarebbe finora seguita una risposta concreta da parte della Direzione strategica dell’azienda.
Indennità e premi economici ancora da corrispondere
La vertenza riguarda anche somme che, secondo l’organizzazione sindacale, sarebbero già state negoziate e finanziate ma non ancora riconosciute al personale.
Tra le voci richiamate figurano i premi legati alla performance degli anni precedenti e le indennità per specifiche responsabilità.
La Cisl chiede quindi che l’incontro del 28 luglio non si limiti a un confronto interlocutorio, ma determini una «netta e decisa inversione di marcia» nella gestione delle questioni economiche e contrattuali.
L’ultimatum in vista dell’incontro del 28 luglio
La segretaria generale della Cisl Funzione Pubblica Calabria, Luciana Giordano, i componenti della segreteria regionale Giuseppe Chirumbolo e Giuseppe Spinelli e il segretario aziendale della Cisl FP Calabria Verde, Massimo Apa, annunciano che la riunione di fine luglio rappresenterà un passaggio decisivo.

