Prima visita a Corigliano-Rossano. La Regione prepara il nuovo Piano sul randagismo e punta su controlli, cure e adozioni più rapide
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Verificare direttamente le condizioni delle strutture, individuare le criticità e costruire interventi calibrati sulle esigenze dei territori. Con questi obiettivi l’assessore regionale con delega al Benessere animale, Pasqualina Straface, ha avviato un tour ispettivo e istituzionale che interesserà tutti i canili sanitari presenti in Calabria.
Il primo sopralluogo si è svolto nella struttura di Corigliano-Rossano e rappresenta l’avvio di un percorso destinato ad accompagnare la definizione delle nuove politiche regionali sul randagismo.
«La cura, la tutela e il rispetto per gli animali d’affezione non sono elementi accessori, ma rappresentano il vero termometro di civiltà e di sensibilità di una comunità e di chi la amministra», ha dichiarato Straface.
L’iniziativa punta a superare una conoscenza esclusivamente documentale delle strutture, attraverso una ricognizione diretta delle condizioni operative, sanitarie e organizzative dei canili.
Il primo sopralluogo a Corigliano-Rossano
Alla visita nel canile sanitario di Corigliano-Rossano hanno partecipato l’assessore comunale all’Ambiente Francesco Madeo, le consigliere comunali Lorena Vulcano e Marisa Caravetta e il dirigente del settore Ambiente Giovanni Gallo, responsabile anche delle Politiche sul randagismo.
La componente medico-sanitaria era rappresentata dalla direttrice sanitaria del canile, Maria Giuseppina Capraro, e dal direttore del Dipartimento di Prevenzione dell’Asp di Cosenza, Giuseppe Curia.
Quest’ultimo ha partecipato in rappresentanza del commissario straordinario dell’Azienda sanitaria provinciale, Vitaliano De Salazar.
La presenza congiunta di Regione, Comune e Asp viene indicata come il primo elemento di un modello fondato sulla collaborazione tra gli enti competenti nella gestione del fenomeno.
Il ruolo dell’Asp e dei servizi veterinari
La Regione sottolinea il valore del raccordo con l’Azienda sanitaria provinciale, che svolge una funzione centrale nelle attività di controllo sanitario, prevenzione e tutela del benessere animale.
I servizi veterinari del Dipartimento di Prevenzione sono chiamati a verificare le condizioni degli animali ospitati, garantire le cure necessarie e collaborare con i comuni nelle operazioni di recupero dei cani vaganti.
Il monitoraggio delle strutture dovrebbe consentire di rilevare eventuali carenze, differenze organizzative e necessità di adeguamento, fornendo alla Regione dati utili per programmare investimenti e interventi.
L’obiettivo dichiarato è costruire una rete in grado di assicurare standard omogenei sul territorio, evitando che la qualità dei servizi dipenda esclusivamente dalle risorse o dalle capacità organizzative dei singoli comuni.
Il nuovo Piano regionale sul randagismo
Il tour prende avvio mentre la Calabria si prepara a varare un nuovo Piano sul randagismo, collegato alle modifiche della legge regionale numero 45.
Il testo normativo, secondo quanto riferito dalla Regione, è al vaglio degli organi competenti e dovrebbe arrivare a breve al voto definitivo del Consiglio regionale.
Straface evidenzia la necessità di collegare le nuove regole alla situazione reale delle strutture già operative.
«L’azione legislativa deve necessariamente camminare di pari passo con la conoscenza reale dei territori, affinché le nuove norme non restino sulla carta ma trovino immediata e corretta applicazione nelle strutture esistenti», afferma l’assessore.
Il monitoraggio servirà quindi a individuare le condizioni di partenza sulle quali dovranno incidere il nuovo Piano e la riforma normativa.
La collaborazione con il Comune
Nel corso del sopralluogo, Straface ha sottolineato la collaborazione avviata con l’assessore comunale Francesco Madeo e con l’Amministrazione di Corigliano-Rossano.
«Quando si lavora per il bene comune e per la tutela del territorio, le barriere e le appartenenze politiche devono fare un passo indietro per lasciare spazio a una sinergia istituzionale concreta e matura», dichiara l’esponente regionale.
L’assessore parla di una volontà politica trasversale, fondata sulla necessità di affrontare il randagismo come un problema sanitario, sociale e di sicurezza.
La gestione dei cani vaganti richiede infatti il coordinamento tra recupero degli animali, controlli veterinari, identificazione, sterilizzazioni, permanenza nelle strutture e percorsi di affidamento.
Un tavolo permanente con incontri mensili
Per dare continuità al confronto, Straface ha annunciato l’intenzione di istituire un tavolo permanente con cadenza mensile.
All’organismo dovrebbero partecipare le amministrazioni locali che dispongono di un canile sanitario, insieme agli altri soggetti istituzionali e sanitari coinvolti.
Il tavolo dovrà raccogliere le segnalazioni provenienti dai territori, mappare le criticità e definire impegni e tempi di intervento.
La Regione punta così a evitare iniziative frammentate e a costruire una programmazione comune, verificabile attraverso obiettivi e risultati progressivi.
Cure e adozioni per ridurre il randagismo
Tra le priorità indicate figurano il recupero dei cani vaganti, l’accesso tempestivo alle cure e l’accelerazione dei percorsi di adozione.
La permanenza prolungata degli animali nei canili rappresenta infatti un problema sia per il loro benessere sia per la sostenibilità economica e organizzativa delle strutture.
Un sistema efficiente dovrebbe essere capace di accompagnare ogni animale dalla fase del recupero fino all’identificazione e, quando possibile, all’affidamento a una famiglia.
Il tour nei canili viene presentato come il primo passaggio di un’azione strutturata, composta da tappe successive e risultati misurabili.

