La Direzione territoriale dell’INAIL di Cosenza avrebbe aperto il caso relativo ad Antonio Perrotta, il trentaquattrenne di Fuscaldo morto il 10 agosto 2026 all’ospedale dell’Annunziata dopo l’aggressione avvenuta all’esterno di un locale di Sangineto. A comunicarlo è il sindacato SALP, che il 17 agosto aveva presentato un’istanza per chiedere verifiche sulla posizione lavorativa dell’uomo.

Secondo la nota sindacale, l’Istituto avrebbe comunicato l’avvio degli accertamenti di propria competenza e informato anche la Prefettura. Non risulta, al momento, una comunicazione pubblica dell’INAIL sull’esito del procedimento.

L’apertura del caso rappresenta l’inizio dell’istruttoria: non equivale ancora al riconoscimento della morte come infortunio sul lavoro, né certifica l’esistenza e le caratteristiche del rapporto lavorativo. Saranno gli accertamenti a dover chiarire questi aspetti e l’eventuale accesso dei familiari alle prestazioni previste.

Le verifiche sul rapporto di lavoro

Il punto da approfondire riguarda l’attività che Perrotta avrebbe svolto durante la serata tra l’8 e il 9 agosto. Il SALP sostiene che il trentaquattrenne stesse prestando servizio d’ordine nel locale, pur in assenza di una regolare formalizzazione contrattuale e della comunicazione del suo nominativo alle autorità competenti.

«L’apertura del caso da parte dell’INAIL è un atto di giustizia e una prima, fondamentale vittoria sindacale», dichiara Giuseppe Brogni, segretario regionale e coordinatore nazionale del SALP.

«L’Istituto assicurativo ha recepito la nostra denuncia, confermando che l’assenza di un contratto formale o la mancata comunicazione del nome alla Questura non possono cancellare la realtà dei fatti: quella di Antonio Perrotta è, a tutti gli effetti, una morte sul lavoro», aggiunge Brogni.

Quest’ultima è la posizione sostenuta dal sindacato e non una conclusione già raggiunta dagli enti competenti. L’istruttoria dovrà verificare se esistesse un rapporto di lavoro, chi ne fosse responsabile, quali mansioni fossero state affidate a Perrotta e se l’aggressione fosse collegata allo svolgimento di quelle attività.

L’appello a Ispettorato e INPS

Il SALP sollecita ora l’intervento dell’Ispettorato territoriale del Lavoro e dell’INPS di Cosenza, dai quali il sindacato afferma di non avere ancora ricevuto risposte formali.

«Chiediamo che si attivino immediatamente in modo congiunto. C’è una compagna con quattro figli piccoli che ha il diritto sacrosanto di veder applicato il principio di automaticità delle prestazioni economiche e previdenziali», sostiene Brogni.

Il principio richiamato dal sindacato tutela, in determinate condizioni, il lavoratore rispetto all’omesso versamento dei contributi da parte del datore. La sua applicazione concreta presuppone però l’accertamento del rapporto lavorativo e degli ulteriori requisiti previsti dalla normativa.

«Il SALP non farà un solo passo indietro e monitorerà ogni singola fase delle indagini ispettive finché non sarà restituita piena dignità lavorativa alla memoria di Antonio», conclude il rappresentante sindacale.

Il procedimento penale resta distinto

Gli accertamenti previdenziali e ispettivi seguono un percorso autonomo rispetto all’inchiesta penale coordinata dalla Procura di Paola. Sul piano giudiziario, Domenico Orsino resta in carcere con la contestazione provvisoria di omicidio preterintenzionale. Il Tribunale del Riesame di Catanzaro ha respinto il ricorso cautelare presentato dai suoi difensori, che hanno annunciato il ricorso in Cassazione dopo il deposito delle motivazioni.

La ricostruzione accolta dal gip nella fase cautelare attribuisce all’indagato un pugno al volto di Perrotta, seguito dalla caduta all’indietro e dal violento impatto della testa. Gli elementi finora esaminati non hanno invece consentito al giudice di sostenere l’ipotesi iniziale di un pestaggio composto da una sequenza di calci e pugni.

Le prime risultanze dell’autopsia hanno evidenziato un vasto trauma cranico. Gli approfondimenti medico-legali dovranno stabilire il rapporto causale tra il colpo contestato, la caduta e il decesso.