Dottorandi e dottorande ancora senza risposte. A denunciarlo è l'Usb Cosenza che torna a puntare i riflettori sulle condizioni dei giovani ricercatori, parlando di una situazione di precarietà ormai strutturale e di problemi che, secondo il sindacato, si trascinano da anni senza trovare soluzione.

A distanza di settimane dall'incontro con i vertici dell'ateneo sulle problematiche che riguardano il personale universitario, il sindacato sostiene che sul fronte dei dottorandi non siano stati registrati passi avanti concreti.

Al centro delle contestazioni vi sono innanzitutto i ritardi nell'erogazione delle maggiorazioni economiche spettanti a coloro che hanno svolto o stanno svolgendo periodi di ricerca all'estero. Una questione che, secondo l'Usb, avrebbe ormai raggiunto livelli non più tollerabili.

«Ancora oggi c'è chi attende somme che gli spettano di diritto e non ha alcuna certezza sui tempi di accredito», denuncia il sindacato, evidenziando come molti giovani ricercatori siano costretti a sostenere contemporaneamente spese elevate tra affitti, trasferimenti e costo della vita nei Paesi ospitanti.

Una condizione che si inserisce in un quadro più ampio di precarietà. Per l'Usb, infatti, i dottorandi continuano a vivere una posizione ambigua, sospesa tra formazione e lavoro, pur svolgendo attività essenziali per la ricerca e per il funzionamento dell'università.

Alle criticità economiche si aggiungono, secondo il sindacato, l'assenza di date certe per i pagamenti mensili, i costi elevati dei servizi universitari – a partire dalla mensa – e la mancanza di chiarezza nelle procedure amministrative.

«Si tratta di problemi cronici che si trascinano da anni, se non da decenni, e che potrebbero essere affrontati con scelte che richiedono soprattutto volontà politica», sostiene l'organizzazione sindacale.

L'Usb chiede quindi un intervento immediato per garantire il pagamento delle somme arretrate dovute ai dottorandi impegnati all'estero e per rafforzare le tutele nei confronti di una categoria considerata sempre più centrale per il sistema della ricerca.

«Un'università che ambisce all'eccellenza si misura innanzitutto dal rispetto della dignità di chi vi lavora, soprattutto delle persone più precarie», conclude il sindacato, annunciando che continuerà a portare avanti la vertenza fino a quando non arriveranno risposte concrete.