Emanuele Filiberto di Savoia torna a parlare apertamente di un possibile ingresso in politica. Con l’avvicinarsi delle prossime elezioni, il principe racconta di ricevere richieste sempre più pressanti perché sciolga la riserva e si candidi. Il punto da cui parte è politico ma anche identitario: secondo Emanuele Filiberto, in Italia mancherebbe oggi un partito capace di rappresentare i monarchici.

«Non c’è un partito di riferimento per i monarchici», è il ragionamento che rilancia, precisando però di non voler essere associato a una lettura nostalgica della monarchia.

«Non siamo nostalgici»

Emanuele Filiberto respinge infatti l’etichetta di nostalgico e insiste invece sui valori, sul rapporto con la storia e sul ruolo che la monarchia ha avuto nel Paese.

Il riferimento tocca inevitabilmente anche le pagine più controverse della storia sabauda, comprese le leggi razziali promulgate da Vittorio Emanuele III, rispetto alle quali erano già arrivate le scuse della famiglia. La sua posizione è sintetizzata in un auspicio: «Spero che dopo ottant’anni di repubblica ci possa essere il modo di rileggere la storia in maniera più pacifica».

Il carovita e le proteste

Nel colloquio emergono anche i primi elementi di una possibile piattaforma politica. Emanuele Filiberto interviene sulle recenti proteste contro il carovita e difende il diritto dei cittadini a scendere in piazza.

«È un diritto sacrosanto manifestare. Devono far sentire la loro voce, ma in modo pacifico», afferma. Il principe richiama le difficoltà di chi fatica ad arrivare a fine mese, dei commercianti del Sud e degli autotrasportatori che nei giorni scorsi hanno paralizzato i rifornimenti in diverse aree. La solidarietà, però, viene accompagnata da un confine netto rispetto alle violenze.

«Le persone che spaccano devono pagare», sostiene, distinguendo tra le ragioni della protesta e gli episodi di disordine.

Una candidatura ancora tutta da definire

Al momento non c’è una candidatura formalizzata, ma Emanuele Filiberto lascia intendere che l’ipotesi non sia più soltanto teorica.

La sua eventuale discesa in campo partirebbe proprio dalla volontà di dare rappresentanza politica a un’area monarchica che, a suo giudizio, non trova oggi una casa precisa nel sistema dei partiti.

Resta da capire se l’idea si tradurrà davvero in una candidatura o se resterà ancora una suggestione. Di certo, il principe ha ripreso a parlare di politica in termini molto più espliciti rispetto al passato.